Dall’Egitto all’Europa, Raghda Moussa usa l’intelligenza artificiale per decisioni mediche più sicure, precise e personalizzate. Ma dove finisce l’algoritmo e dove inizia la responsabilità clinica?
Gli errori di medicazione sono tra le principali cause di complicazioni evitabili in sanità. Ogni anno causano danni a milioni di pazienti nel mondo, con costi globali stimati in 42 miliardi di dollari secondo l’OMS, e un notevole impatto sulle vite umane. In Egitto, Raghda Moussa sta lavorando su questo scenario. Con HealNOSTiC ha creato una piattaforma deep-tech che sfrutta l’AI per prevenire errori farmacologici, fornire insight intelligenti sui farmaci e avanzare la medicina di precisione. Il motto è chiaro: “Trusted Intelligence for Safer, Smarter Medication Decisions”. L’obiettivo è rendere le decisioni mediche più informate, sicure e personalizzate per ogni paziente, ovunque si trovi.
Take away
Un ecosistema per tutti gli attori della sanità
Nell’affollato panorama health-tech, HealNOSTiC si distingue per soluzioni integrate e un’offerta multi-target. La piattaforma include app mobile deep-tech per supporto decisionale in tempo reale, wellness personalizzato legato alla terapia farmacologica e piattaforme B2B di nuova generazione per medici, payer e organizzazioni sanitarie.
“Abbiamo diverse tariffe per andare incontro alle necessità di tutti” spiega Moussa. “Offriamo abbonamenti mensili, trimestrali o licenze per le aziende a prezzi molto accessibili”. L’idea è raggiungere tutti gli attori – pazienti, professionisti sanitari e aziende farmaceutiche – sullo stesso ecosistema, evitando mercati separati o esclusivi.
Al cuore c’è l’intelligent Medication Checker: validazione istantanea delle prescrizioni, prevenzione dei rischi, alert proattivi basati su evidenze scientifiche e soluzioni personalizzate, supportate da profili EMR sicuri e protetti. “Quasi tutti i competitor stranieri operano nella regione MENA solo in termini di B2B per le istituzioni”, dice Moussa. “Pochi si rivolgono direttamente ai pazienti o alle aziende farmaceutiche. Nessuno a tutti contemporaneamente. Questo è ciò che ci rende unici”.
Dove l’algoritmo incontra la responsabilità clinica
L’intelligenza artificiale è il motore che riduce gli errori, avanza la precision medicine e consegna insight immediati. Ma quali decisioni prende effettivamente l’AI e quali restano nelle mani dei medici? Il Medication Checker di HealNOSTiC fornisce validazioni e alert, ma il confine tra supporto decisionale e decisione vera e propria è una zona grigia che l’intero settore health-tech sta ancora definendo.
In ambito sanitario, la responsabilità legale e clinica resta ancorata ai professionisti: un algoritmo può segnalare un’interazione farmacologica pericolosa, ma non può prescrivere né modificare autonomamente una terapia. Questa divisione di ruoli funziona quando il sistema sanitario ha infrastrutture robuste, personale formato e quadri normativi chiari. Ma cosa succede in contesti dove queste condizioni sono parziali o assenti. Un alert ignorato per sovraccarico di lavoro, una notifica interpretata male per formazione insufficiente, o semplicemente una tecnologia adottata senza il contesto clinico adeguato possono trasformare uno strumento di sicurezza in un elemento di confusione.
C’è poi la questione della trasparenza algoritmica. Quando l’AI suggerisce o sconsiglia una combinazione farmacologica, su quali dati si basa. Quanto del ragionamento è tracciabile e verificabile da un clinico. La medicina basata su evidenze richiede che le fonti siano esplicite e aggiornate: ma gli algoritmi di machine learning spesso operano come black box, rendendo difficile comprendere il percorso che porta a una raccomandazione. Non si tratta di diffidare della tecnologia, ma di riconoscere che l’affidabilità clinica richiede meccanismi di validazione che vanno oltre l’accuratezza statistica.
Sicurezza dei dati in mercati frammentati
“Abbiamo un sistema crittografato ad alta sicurezza per tutti i dati in entrata e in uscita”, assicura infatti Moussa. “Operiamo in un mercato fortemente regolamentato: siamo già conformi a HIPAA negli USA e stiamo lavorando sulla conformità europea”.
La conformità normativa è un prerequisito per operare in sanità digitale, ma le regole variano drasticamente tra giurisdizioni. HIPAA negli Stati Uniti, GDPR in Europa, framework diversi in Medio Oriente: ogni mercato ha standard differenti su cosa significhi proteggere i dati sanitari. Una piattaforma che opera globalmente deve navigare questa frammentazione, adattando non solo la tecnologia ma anche i modelli di consenso, le politiche di conservazione dei dati e le procedure di audit.
C’è poi la questione di chi possiede realmente i dati generati. Quando un paziente usa HealNOSTiC, le informazioni sulla sua terapia alimentano il sistema: vengono anonimizzate, aggregate, utilizzate per migliorare gli algoritmi. Questo è il modello standard delle piattaforme digitali, ma in ambito sanitario solleva domande specifiche. I dati sanitari hanno valore clinico, ma anche economico. Chi può accedervi, chi può monetizzarli, e come si bilancia l’innovazione tecnologica con il diritto del paziente a controllare le proprie informazioni sensibili.
Con lo stesso rigore con cui cura la privacy dei suoi pazienti, Moussa investe anche in sostenibilità sociale. HealNOSTiC si allinea agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU, in particolare il Goal 3 (salute e benessere) e l’empowerment femminile. “Cerchiamo di avere circa il 75-80 percento del nostro team composto da donne”, racconta. In un settore tech ancora dominato dagli uomini, la sua esperienza dimostra che performance e inclusione possono coesistere.
Espansione tra contesti sanitari disomogenei
L’impegno sociale non rallenta l’espansione. HealNOSTiC opera principalmente in Egitto, ma ha già partnership nella regione MENA e in Europa. “Stiamo lavorando con aziende svedesi, abbiamo accesso al mercato spagnolo e speriamo di entrare nel mercato tedesco entro la fine del prossimo anno”, spiega Moussa. Scelte strategiche: ecosistemi avanzati in tecnologia e sanità, ricchi di investimenti in innovazione digitale health-tech.
Ma espandersi geograficamente in sanità non significa solo tradurre un’interfaccia o adattare un database farmacologico. Ogni sistema sanitario ha protocolli clinici, linee guida terapeutiche e pratiche prescrittive diverse. Un farmaco comune in Egitto può essere fuori commercio in Germania, un’interazione considerata critica negli USA può essere gestita diversamente in Spagna. La medicina di precisione promessa dall’AI deve confrontarsi con la variabilità dei sistemi sanitari reali.
C’è anche la questione dell’adozione culturale. In alcuni contesti, i medici sono abituati a sistemi di supporto decisionale e li integrano nella pratica clinica. In altri, la tecnologia viene percepita come intrusiva o come minaccia all’autonomia professionale. L’efficacia di una piattaforma come HealNOSTiC non dipende solo dalla qualità degli algoritmi, ma da quanto il sistema sanitario locale è pronto ad accoglierla, formare il personale e modificare i flussi di lavoro esistenti.
Credibilità attraverso le reti istituzionali
La capacità di navigare questi contesti disomogenei passa anche dalla costruzione di credibilità istituzionale, un aspetto che per le startupper nel settore tech assume caratteristiche specifiche.
Per una startupper donna del settore tech, tutto ciò può richiedere lo sviluppo di strategie specifiche per non farsi ostacolare da bias di genere. Il percorso di Moussa mostra un modello: collaborazioni con agenzie ONU (UNESCO e ITU), poi con UN Women e UNDP. Nel 2023, UNDP ha selezionato HealNOSTiC per il Mobile World Congress in Spagna come una delle due migliori startup egiziane guidate da donne. Nello stesso anno, Moussa ha conquistato un posto nella lista delle 100 migliori donne imprenditrici MENA dell’International Finance Corporation (IFC) della Banca Mondiale.
Anche a livello nazionale, il supporto è stato solido. “Lavoro in uno dei palazzi di ITIDA, l’agenzia del Ministero della Comunicazione egiziano – spiega Moussa – ci supportano dal 2020 con spazi ufficio e risorse per sviluppare il business”. Costruire una rete di relazioni istituzionali è un aspetto chiave per chi vuole abbattere barriere, che siano di genere, di classe, o di accesso al mercato sanitario.
