[VIDEO] Open data e decision making: come utilizzare in modo strategico i dati pubblici

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria esplosione nella produzione di dati digitali, alcuni dei quali si trovano totalmente gratis e vengono chiamati “open data”. In questo video, cerchiamo di capire come utilizzare questi dati per massimizzare i profitti e migliorare il decision making.

Open data e decision making: esiste una correlazione tra i due gruppi di termini? Parrebbe di sì. Gli “open data” sono dati a cui chiunque può accedere, in quanto liberamente utilizzabili e distribuibili. Alcune delle più note fonti di open data sono Google Trends, Yahoo Finance, Kaggle, oppure le API dei principali social media (come Facebook e Twitter).

Tali risorse forniscono accesso a un’immensa quantità di dati, al fine di eseguire qualsiasi tipo di ricerca. Accedere a questi dati è relativamente semplice. Tuttavia, è molto meno scontato capire come usarli per massimizzare i profitti e migliorare il decision making. In questo video cercheremo di rispondere proprio a questa domanda.

Iniziamo parlando di Twitter API. Il servizio in questione consente a chiunque di accedere al database contente tutti i tweet del social network. La domanda è: come possiamo usare questi dati?

Come ben sappiamo, Twitter è una delle più grandi piattaforme di “discussioni aperte”, in cui gli utenti parlano di qualsiasi argomento. Per le aziende B2C (Business to Consumer), potrebbe essere utile analizzare queste conversazioni per carpire le opinioni degli utenti verso un certo brand, prodotto o servizio. In aggiunta, Twitter può anche essere usato per rilevare le principali tendenze e mode del momento, e sfruttare queste informazioni ai fini di marketing.

Un’altra utile fonte di open data è l’API di Just Eat, il noto servizio di delivery: grazie a questa API, anche i più piccoli ristoranti possono eseguire data analysis e ricavare utili informazioni, ossia come quali sono le pietanze più ordinate nella zona o quali sono gli orari in cui avvengono più ordini.

In materia di open data e decision making, un’altra fonte ancora è Google Dataset, un motore di ricerca dedicato alla ricerca dei dataset., come può essere usato questo servizio? Immaginate di voler sviluppare un algoritmo di computer vision capace di distinguere una mela da una pera.

Il primo passo per fare ciò è avere a disposizione un dataset contenente una grande quantità di immagini di mele e pere. Tuttavia, realizzare un dataset del genere può essere complesso e costoso. Per fortuna, questo problema può essere facilmente risolto con una piccola ricerca su Google Dataset.

Google Ads/Google Keywords è un’altra interessante fonte di dati. Con questo servizio possiamo capire quali parole chiave vengono maggiormente ricercate su Google. In questo modo, gli articolisti possono identificare su quali “keywords” incentrare i propri articoli, così da aumentare le visite al sito.

In tema di open data e decision making, le possibilità sono ovviamente numerosissime. Basti pensare che le keywords sono state usate persino dalle case farmaceutiche per predire la domanda di vaccini antinfluenzali.

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Michael Saruggia
Michael Saruggia è un un consulente per AI, analytics e data strategy. Partecipa spesso come speaker e moderatore ad eventi e tavole rotonde trattando di temi legati ad AI, analytics e l’uso strategico dei dati. Gestisce una newsletter su dati e intelligenza artificiale destinata a business leader che vogliono capire questa tecnologia da un punto di vista strategico.
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