Robot autonomi per esplorare grotte, pozzi, tunnel e percorsi sotterranei

Si chiama CoSTAR – Collaborative SubTerranean Autonomous Robots, è un team di 12 robot e 60 persone guidato dal JPL, il Jet Propulsion Laboratory della NASA, e sta lavorando allo sviluppo di robot autonomi che possano muoversi in ambienti estremi senza la guida umana o l’accesso al GPS. Lo scorso febbraio ha partecipato alla Subterranean Challenge, o SubT, concorso sponsorizzato dalla DARPA – Defense Advanced Research Projects Agency degli Stati Uniti d’America per testare i robot autonomi in diversi contesti.

 

COSA

Robot autonomi per l’esplorazione, di cosa stiamo parlando

Il team della NASA chiamato CoSTAR (che sta per Collaborative Sub Terranean Autonomous Robots) sta sviluppando robot in grado di esplorare autonomamente grotte, pozzi, tunnel e altri terreni sotterranei senza il controllo remoto da parte degli esseri umani e senza accesso a mappe e sistemi di localizzazione

Per dimostrare e far vedere nella pratica come si muovono, ad oggi, questi robot, la DARPA – Defense Advanced Research Projects Agency degli Stati Uniti d’America ha sponsorizzato un concorso, il Subterranean Challenge, al quale ha preso parte il team CoSTAR.

Il concorso nasce dalla consapevolezza che le attuali tecnologie di esplorazione del sottosuolo non riescono a fornire una conoscenza persistente della situazione nei diversi ambienti sotterranei, dai tunnel alle caverne fino alle metropolitane urbane.

 

PERCHÉ

Perché la ricerca nel campo dei robot autonomi per l’esplorazione è importante

In caso di disastri, incidenti e guerre, le strutture sotterranee complesse presentano sfide significative per i primi soccorritori civili e militari. I pericoli variano drasticamente tra un sito ed un altro e gli ambienti possono degradarsi o cambiare nel tempo; spesso sono troppo ad alto rischio per l’ingresso del personale.

Il concorso lanciato dalla DARPA cerca nuovi approcci per mappare, navigare e cercare rapidamente ambienti sotterranei durante operazioni di combattimento “sensibili al tempo” (dove il tempo è un fattore discriminante molto importante) o in scenari di risposta alle catastrofi. Tuttavia, mettere in “sfida” alcuni team di ricerca è un modo per accelerare la sperimentazione e l’innovazione sia nell’ambito dei robot autonomi sia nel campo dell’esplorazione e della conoscenza del sottosuolo (non necessariamente quindi per gli scopi definiti dalla DARPA).

Secondo quanto dichiarato da Ali Agha del JPL della NASA, che guida il team CoSTAR, «l’obiettivo della ricerca è sviluppare software per i robot autonomi che consenta loro di decidere come procedere mentre affrontano “nuove sorprese”. Dobbiamo rendere questi robot altamente autonomi in modo che possano prendere quasi tutte le decisioni senza intervento umano».

Il concorso della DARPA diventa quindi un “pretesto” per accelerare la ricerca della NASA, il cui obiettivo è poter inviare robot autonomi nelle grotte lunari o su Marte, dove devono essere in grado di esplorare da soli il sottosuolo e muoversi senza il supporto dell’uomo (comunicato e collaborando eventualmente con altri robot).

 

APPROFONDIMENTO

VIDEO: i robot autonomi del team CoSTAR all’opera

 

Nicoletta Boldrini

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