Come sarà la lente a contatto del futuro?

Le lenti a contatto, in futuro, potrebbero essere ben più di uno strumento sostitutivo degli occhiali. Scenari e previsioni in ambito accademico immaginano come, con un battito di palpebre, sarà possibile, ad esempio, registrare la scena che abbiamo davanti oppure ottenere informazioni in ambito sanitario.

TAKEAWAY

  • Le lenti a contatto stanno avendo un crescente upgrade tecnologico: futurologi ed esperti di ottica sono al lavoro per capirne le prospettive.
  • Un esempio di dove si sta spingendo oggi la ricerca è dato dall’invenzione della prima lente a contatto che ingrandisce le immagini, come se si possedesse uno zoom incorporato nei propri occhi.
  • Tra le lenti a contatto del futuro, anche quella che avrà un’opzione di registrazione della memoria e allarmi per il distanziamento sociale.

Lente a contatto del futuro: se ne parla da alcuni anni ma, negli ultimi mesi, c’è stata una forte accelerata nel tracciare nuove funzioni, attraverso alcuni studi da cui conseguiranno innovazioni in ambito tecnologico.

Si tratta di scenari, a breve e lungo termine, in cui la lente a contatto si rivelerà presto utile in ambito sanitario, ludico e di percezione dello spazio. In alcuni casi novità a livello di produzione potrebbero arrivare già nel corso del 2021.

Negli ultimi tempi scoperte dall’impatto considerevole hanno contribuito a cambiare l’immaginario collettivo rispetto alle lenti a contatto, rendendo queste ultime sempre più assimilabili ad una sorta di smartphone del futuro.

Dalla lente a contatto che ingrandisce le immagini a quella in grado di diagnosticare il diabete

Come si trasformerà, nel 2040, la lente a contatto? La prima risposta a questa domanda arriva da un articolo pubblicato lo scorso 18 dicembre su Optician, magazine dedicato all’eye care, da Lyndon Jones, direttore del Centre for Ocular Research dell’Università di Waterloo.

Insieme alla ricercatrice in ambito ottico, Karen Walsh, il professor Jones ha rivisto alcune previsioni fatte vent’anni fa per tracciare, a sua volta, da qui ad altri vent’anni, il futuro della lente a contatto. Una delle conclusioni alle quali sono giunti i due esperti è che ancora non si riesce a immaginare un periodo superiore al mese in cui le lenti a contatto continuino ad aderire senza problemi all’occhio.

Ancora oggi infatti si distinguono due tipologie di lenti: quelle monouso, di durata giornaliera, e quelle mensili, note anche come riutilizzabili ma ovviamente solo per 30 giorni dall’apertura. Altro fronte su cui ancora non ci sono margini di sviluppo è quello della correzione permanente della vista, che potrebbe avvenire attraverso l’impianto di alcuni materiali artificiali.

Gli eventi del 2020 – spiegano gli autori della pubblicazione – hanno aperto ad alcuni procedimenti clinici che possono ora avvalersi della tecnologia. Se resta ancora difficile prevedere cambiamenti molto grandi, si può ipotizzare che, nei prossimi anni, il raggio d’azione delle lenti a contatto risulterà sempre più ampio”.

Prima di queste osservazioni teoriche c’era stato, lo scorso anno, un primo contributo più tangibile da parte di un team di ricercatori dell’Università di San Diego in California. A loro si deve l’invenzione della prima lente a contatto che ingrandisce le immagini, come se si possedesse uno zoom incorporato nei propri occhi. Per costruirle servono una serie di materiali, solitamente usati per la robotica, che possono essere gestiti dall’utente, stavolta umano, attraverso il movimento delle proprie palpebre.

Il 2020 ha rappresentato una tappa decisiva per la ricerca sulle lenti a contatto in tutto il mondo, a partire dallo studio della Pohang University of Science and Technology, portato avanti dal Dipartimento di Scienza e Ingegneria dei Materiali dell’ateneo coreano.

Il team di ricerca ha sviluppato una lente a contatto intelligente, in grado di diagnosticare e, successivamente, di trattare farmacologicamente il diabete. La ricerca, pubblicata sulla rivista Science Advances, è incentrata su lenti a contatto realizzate con polimeri biocompatibili e ha creato un’importante connessione tra ottica e medicina:

Il nostro lavoro – ricorda il professor Sei Kwang Han, a capo del team – è il primo a sviluppare lenti a contatto intelligenti, alimentate attraverso tecnologie wireless e dotate di un sistema di somministrazione di farmaci. Gli scopi da noi perseguiti sono diagnosi e cura del diabete e anche il trattamento della retinopatia“.

Opzioni di registrazione della memoria e allarmi per il distanziamento sociale

Se ancora si è lontani dall’idea di un display che possa fare scorrere immagini e interfacce di App davanti all’occhio umano, la tecnologia sta facendo molti passi in avanti nell’ambito delle lenti a contatto “intelligenti”.

Un concetto che va esplorato in tutte le sue accezioni, come si legge in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Matter lo scorso 30 dicembre. Il lavoro, riguardante lenti a contatto futuristiche, è stato portato avanti dagli ingegneri dell’Università del Surrey, in Inghilterra, insieme ai ricercatori dell’Università di Scienza e Tecnologia di Hefei, in Cina.

Il team ha ideato un nuovo sistema di sensori per lenti a contatto, utile a diagnosticare potenziali malattie corneali e a monitorare i livelli di glucosio nel liquido lacrimale. Ha spiegato Shiqi Guo, tra gli autori dello studio:

Il nostro strato di sensori è diverso dalle lenti a contatto intelligenti tradizionali, perché mantiene il contatto diretto con le lacrime, grazie al suo facile montaggio, all’elevata sensibilità di rilevamento, alla buona biocompatibilità e alla robustezza meccanica e non interferisce né con il battito di ciglia né con la visione”

Un’altra teoria interessante sulla lente a contatto è quella formulata da Richard Watson, scrittore ed esperto di nuove tecnologie, determinante nell’avere contribuito a un particolare tipo di lente a contatto che sarà prodotta nel corso del 2021.

Dalla sua collaborazione con un’azienda del settore, è nata iLens, lente a contatto che avrà un’opzione di registrazione della memoria e allarmi per il distanziamento sociale. Tra le sue applicazioni, anche quelle che riguardano la salute e il benessere, a partire dalla ricezione di promemoria che consigliano quando staccare la vista dallo schermo, un’informazione utile soprattutto per chi lavora molte ore al pc.

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Emanuele La Veglia
Giornalista professionista, collabora con testate online nazionali (tra cui Affari Italiani) dopo aver maturato esperienze in Sky e AdnKronos. Ha già vinto diversi premi giornalistici ed oggi scrive di sostenibilità, women empowerment e innovazione. Scrive di IT anche per il portale https://www.sergentelorusso.it/
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