Per capire quali problemi di ordine pratico incontra chi adotta veicoli a zero emissioni, un team di ricercatori USA ha sviluppato un algoritmo AI che, sulla base delle analisi delle recensioni degli utenti, identifica con precisione i luoghi in cui il numero delle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici è insufficiente, dove sono fuori servizio o dove la loro qualità è scadente.

TAKEAWAY

  • I dati quantitativi evidenziano una crescita, a livello globale, del mercato della mobilità elettrica. Ma emergono, allo stato attuale, criticità nel rendere i veicoli elettrici accessibili a tutti.
  • La mobilità elettrica deve poter fare parte di un sistema fondato su infrastrutture di ricarica dei veicoli, su parcheggi dedicati e su una gestione semplificata del suolo pubblico per l’installazione di colonnine.
  • Un esempio dell’urgenza di tali questioni viene dagli Stati Uniti, dove un team di ricercatori ha sviluppato un algoritmo AI che identifica i luoghi in cui il numero delle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici è insufficiente, dove sono fuori servizio o dove la loro qualità è scadente.

I veicoli elettrici e, più in generale, tutta la mobilità elettrica, vanno nella direzione delle politiche di decarbonizzazione, che vedono impegnati gli Stati membri dell’ONU, compresa l’Italia.

Rientrano in tali politiche gli obiettivi inclusi nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite e relativi a un’ampia gamma di questioni, tra cui il cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente, regolando le emissioni di CO2 e promuovendo lo sviluppo nelle energie rinnovabili.

Questo, dunque, il quadro in cui si declina la smart mobility a livello globale. Ma quanti sono, in Italia e nel resto del mondo, i veicoli elettrici?

L’ultima edizione dello Smart Mobility Report – indagine annuale realizzata dalla School of management del Politecnico di Milano, i cui dati sono stati resi pubblici a ottobre del 2020 – ci parla, per quanto riguarda l’Italia nei primi tre trimestri del 2020, dell’immatricolazione complessiva di oltre 30mila auto BEV (Battery Electric Vehicle, ossia senza motore a combustione interna, ma con un propulsore elettrico che usa l’energia accumulata nella batteria) e Phev (Plug-in Hybrid Electric Vehicle, caratterizzate da propulsione sia elettrica sia a combustione interna), con una crescita del 155% rispetto ai primi nove mesi del 2019.

E i dati del 2019, a livello globale, rilevano quasi 2,3 milioni di veicoli elettrici immatricolati (sia Bev che Phev), con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente: in totale, nel mondo, il parco elettrico circolante, alla fine del 2019, ammontava a circa 7,5 milioni di mezzi.

La classifica dei Paesi in cui i veicoli elettrici sono maggiormente diffusi vede al primo posto la Cina, con quasi 1,2 milioni di veicoli immatricolati nel 2019. Seguono l’Europa, con quasi 600mila unità e, al terzo posto, Stati Uniti, con quasi 320.000 (-12% rispetto al 2018).

In Europa è la Germania a rappresentare il primo mercato per immatricolazione di veicoli elettrici (oltre 100.000, pari al +60% rispetto al 2018), alla quale seguono Norvegia e Gran Bretagna. Il mercato italiano, secondo i dati del Report, è fanalino di coda, seppure nel 2019, con 17.065 auto elettriche immatricolate, la percentuale sale a +78% rispetto all’anno precedente.

La maggior parte delle immatricolazioni (70%) è avvenuta nel Nord Italia, dove è il Trentino Alto Adige a confermarsi, anche nel 2019, come regione a maggior sviluppo in questo settore.

Ma, al di là dei dati quantitativi, eloquenti nell’evidenziare una crescita, a livello globale, del mercato dell’electric mobility, dalle singole realtà prese in esame dal Report, emergono, allo stato attuale, criticità e difficoltà nel rendere i veicoli elettrici accessibili a tutti.

La mobilità elettrica deve poter fare parte di un “sistema” complesso, fondato su infrastrutture di ricarica dei veicoli, su parcheggi dedicati e su una gestione semplificata del suolo pubblico per l’installazione di colonnine. Solo per citare alcune delle questioni aperte.

Un esempio dell’urgenza di tali questioni viene dagli Stati Uniti, dove le difficoltà nel costruire una rete capillare ed efficiente di stazioni di ricarica e il conseguente malcontento da parte dei cittadini, scoraggiano l’adozione dei veicoli elettrici, rallentando la crescita del settore (in calo del 12% rispetto al 2018, come abbiamo accennato).

Vediamo in che modo le tecnologie che fanno capo all’ambito di studi dell’intelligenza artificiale rappresentano uno strumento utile a fare fronte al problema.

I ricercatori del Georgia Institute of Technology analizzano le recensioni sulle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici

In molti Paesi USA, i conducenti di veicoli elettrici hanno iniziato a organizzarsi in gruppi sulle App di localizzazione delle stazioni di ricarica, pubblicando recensioni sulla qualità del servizio.

Con l’obiettivo di arrivare a comprendere i problemi di ordine pratico di coloro che, con scelta consapevole, hanno deciso di abbandonare le auto a motore combustibile per adottare veicoli ad alimentazione elettrica e zero emissioni, un team di ricercatori della School of Public Policy del Georgia Institute of Technology, guidati da Omar Asensio, professore presso lo stesso Ateneo, ha sviluppato un algoritmo di intelligenza artificiale che, sulla base dell’analisi delle recensioni pubblicate, identifica con precisione i luoghi in cui il numero delle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici è insufficiente, dove sono fuori servizio o dove la loro qualità è scadente. Fa notare Asensio:

Stiamo spendendo miliardi di dollari, sia pubblici che privati, per le infrastruttura dei veicoli elettrici ma, ad oggi, nessuno sa con precisione quanto questi investimenti stiano davvero dando i propri frutti facendo l’interesse pubblico

Con l’aiuto del sistema messo a punto, il gruppo di studio è capace di prevedere, ad esempio, se una data stazione, in un determinato giorno, è funzionante oppure è fuori servizio.

Ed anche riuscito a rilevare che quelle aree del Paese meno influenti sotto il profilo politico, dove la popolazione è compresa tra 10.000 e 50.000 abitanti, sono spesso quelle meno servite, prive di adeguate infrastrutture e con segnalazioni più frequenti di problemi di disponibilità delle stazioni di ricarica. Queste aree si trovano principalmente negli Stati dell’Ovest e del Midwest, tra cui Oregon, Utah, South Dakota e Nebraska, insieme alle Hawaii.

veicoli elettrici
La mobilità elettrica deve poter far parte di un “sistema” fondato su efficienti infrastrutture di ricarica dei veicoli, su parcheggi dedicati e su una gestione semplificata del suolo pubblico per l’installazione di colonnine.

L’addestramento dell’algoritmo AI

Quando gli utenti, attraverso le App, condividono informazioni sulle esperienze di ricarica dei propri veicoli elettrici, spesso si lasciano andare a comportamenti prosociali e pro-ambientali. E questo ci fornisce preziose informazioni da trasferire all’algoritmo di machine learning” spiega il professor Asensio.

Ma, rispetto all’analisi di classiche tabelle di dati, i testi delle recensioni sono complessi da elaborare per la macchina: “Oltre ad essere spesso lunghi (fino a 25 o 30 parole), in alcuni casi vertono su più argomenti e contengono errori di ortografia. E, talvolta, gli utenti inseriscono persino emoji” osserva il coautore della ricerca Sameer Dharur.

Per risolvere questo problema, il team ha adattato l’algoritmo al gergo della mobilità elettrica. In particolare, lo hanno addestrato servendosi delle recensioni su 12.720 stazioni di ricarica presenti negli Stati Uniti e lo hanno allenato a classificare le recensioni in base a queste categorie:

  • funzionalità
  • disponibilità
  • costo
  • posizione
  • azienda concessionaria
  • interazione con l’utente
  • tempistiche del servizio

Si stima che, negli Stati Uniti, il mercato delle colonnine di ricarica dei veicoli elettrici crescerà fino a 27,6 miliardi di dollari entro il 2027. E il sistema elaborato dai ricercatori del Georgia Institute of Technology è in grado di fornire informazioni sui comportamenti dei consumatori, consentendo un’analisi rapida dello scenario e semplificando la gestione delle infrastrutture da parte di governo e aziende.

Ad esempio – conclude Omar Asensio – le analisi dei dati finora realizzate suggeriscono che, in questo momento, sarebbe più efficace sovvenzionare lo sviluppo delle infrastrutture rispetto alla vendita dei veicoli elettrici. Sviluppo che deve poter soddisfare le esigenze di tutti i consumatori, andando a risolvere la questione relativa all’equa distribuzione sul territorio delle stazioni di ricarica, soprattutto in quegli Stati dell’Ovest e del Midwest.

Scritto da:

Paola Cozzi

Giornalista Leggi articoli Guarda il profilo Linkedin