AI Forum 2020. A che punto siamo, anche in Italia, sul fronte Intelligenza Artificiale

Un’edizione tutta online quella di quest’anno per l’AI Forum, l’evento promosso da AIxIA, l’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale. Tra gli interventi di apertura quelli di Piero Poccianti, Presidente AIxIA, e Nicola Gatti, Direttore Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, che hanno fotografato lo stato dell’arte dell’intelligenza artificiale sgombrando ogni dubbio sull’intelligenza artificiale generale: è ancora fantascienza.

TAKEAWAY

  • Siamo molto lontani dal creare una mente intelligente ma siamo molto avanti sul fronte della cosiddetta intelligenza artificiale ristretta, quella che applicata a contesti molto specifici garantisce risultati eccellenti
  • L’intelligenza artificiale generale è ancora fantascienza
  • Dobbiamo imparare a fare ricerca, se ci aspettiamo che la ricerca offra risposte e risultati certi… non abbiamo capito come si fa ricerca
  • Servono i dati, ma servono anche le infrastrutture (cloud, fog computing ed edge computing)
  • Importante il trasferimento delle competenze dal mondo della ricerca al settore industriale, al mondo del business. Cooperazione leva indispensabile per lo sviluppo del nostro Paese
  • Le imprese italiane sono sempre più consapevoli delle opportunità legate all’intelligenza artificiale e si stanno strutturando per creare le condizioni di uno sviluppo sostenibile e rapido dei progetti
  • L’intelligenza artificiale porta l’Italia sulle scene internazionali. Nel 2022, rispettivamente a Padova e Bologna, due importanti appuntamenti mondiali: WCCI (World Congress on Computational Intelligence) e IJCAI-ECAI (International Joint Conference on Artificial Intelligence + European Conference on Artificial Intelligence)   

Organizzato come sempre da AIxIA, l’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, l’AI Forum di quest’anno è stato occasione, ancora una volta, per tracciare gli scenari evolutivi dell’intelligenza artificiale e fare il punto sull’attuale stato dell’arte delle tecnologie e delle possibili applicazioni pratiche.  

«Quest’anno, oltre a mettere in luce i traguardi che la disciplina ha raggiunto, i limiti che ancora presenta e i principali settori applicativi in cui può essere impiegata, abbiamo affrontato il tema dello sviluppo sostenibile e il contributo che l’Intelligenza Artificiale può fornire per raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dall’ONU», sono le considerazioni di Piero Poccianti, Presidente di AIxIA, a fine lavori.

Tre gli elementi chiave sui quali devono però concentrarsi gli sforzi per far sì che l’AI – Artificial Intelligence possa concretamente diventare uno strumento per il miglioramento della società e dell’economia, così come illustrato, all’apertura dell’AI Forum, da Roberto Viola, direttore generale della DG Connect (Directorate General for Communication Networks, Content and Technology) alla Commissione Europea: «L’IA necessita di tre elementi chiave per svilupparsi: un ecosistema di eccellenza, la fiducia di cittadini e imprese, una base di dati da cui partire».

AI Forum, stato dell’arte dell’artificial intelligence

Nel suo intervento all’AI Forum, finalizzato a dare una rapida overview dello stato dell’arte dell’IA, Piero Poccianti ha voluto ricordare che «l’intelligenza artificiale è una disciplina, siamo molto lontani dal creare una mente intelligente ma siamo molto avanti sul fronte della cosiddetta intelligenza artificiale ristretta, quella che applicata a contesti molto specifici garantisce risultati eccellenti, meglio delle competenze e delle abilità umane».

«L’intelligenza artificiale generale è ancora fantascienza», dice senza indugi Poccianti. «Oggi siamo in grado di sviluppare sistemi capaci di compiere azioni e compiti in modo efficiente ed efficace ma non dobbiamo dimenticare che le macchine hanno ancora scarsa capacità di astrazione ed imparano in modo diverso dagli esseri umani (su quello siamo ancora più efficienti noi esseri umani: per riconoscere un gatto ad un bambino basta vederne tre-quattro, anche illustrati nei libri di fiabe, ad una macchina servono migliaia e migliaia di immagini di gatti)».

Innegabile tuttavia che in determinati ambiti e con specifici compiti i sistemi che sfruttano le tecniche di intelligenza artificiale riescano a produrre risultati superiori a quelli degli esseri umani, «cosa che non deve far paura», è l’invito di Poccianti. «Bisogna imparare ad usare queste tecniche e tecnologie in modo efficace, sfida che richiede un modello socio-economico che vede al centro la ricerca ma che deve essere necessariamente correlata al mondo industriale».

«Da un alto, dobbiamo imparare a fare ricerca: se ci aspettiamo che la ricerca offra risposte e risultati certi… non abbiamo capito come si fa ricerca», è il monito del Presidente di AIxIA. «Dall’altro, è importante il trasferimento delle competenze dal mondo della ricerca al settore industriale, al mondo del business. Oggi nell’Associazione la prevalenza dei soci viene dal mondo della ricerca ma dobbiamo aprirci al mondo delle aziende, serve collaborazione per rendere realmente efficace l’IA, ridurre i rischi, comprendere i contesti di applicazione, ecc.».

L’industria italiana nella corsa all’intelligenza artificiale

Un mondo dell’industria che, secondo i dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, presentati all’AI Forum dal Direttore Nicola Gatti, sembra aver raggiunto un buon livello di consapevolezza circa le potenzialità dell’intelligenza artificiale (o meglio, delle tecniche di IA e delle tecnologie che ne derivano applicabili a contesti di business), anche se qualche sovrastima di certe tecniche è sempre presente.

«È un mercato che sta ancora muovendo i primi passi – precisa Gatti -, in Italia vale circa 200 milioni di euro (dati del 2019) con iniziative di Intelligent Data Processing che, ad oggi, costituiscono la principale tipologia di progetti avviati nelle aziende, cui seguono progetti di Natural Language Processing e di sviluppo di Chatbot/Virtual Assistant».

Nicola Gatti, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano

In Italia, le aziende hanno compreso le potenzialità dell’intelligenza artificiale quale disciplina (ed insieme di tecniche e strumenti) che può supportare gli esseri umani in determinati compiti, più che come intelligenza destinata a replicare o soppiantare gli esseri umani; tuttavia, la strada per portare in produzione in modo efficace i progetti è ancora lunga: ad oggi, solo un’azienda su cinque (il 20%) è riuscita a portare a regime un progetto basato su intelligenza artificiale.

Una delle criticità maggiori riguarda le competenze, ed è qui che meglio può prendere forma quella cooperazione tra mondo della ricerca e mondo industriale auspicata da Poccianti.  

Nel 2022 l’Italia protagonista nel panorama internazionale dell’AI

Durante l’AI Forum di quest’anno Alessandro Speruti, Professore ordinario presso il Dipartimento di Matematica all’Università di Padova, e Michela Milano, professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria all’Università di Bologna, hanno presentato due importanti eventi che, nel 2022, porteranno l’Italia sulle scene internazionali ospitando:

  • il World Congress on Computational Intelligence (WCCI) della IEEE Computational Intelligence Society a Padova il 18-23 Luglio
  • l’ IJCAI-ECAI (International Joint Conference on Artificial Intelligence + European Conference on Artificial Intelligence) a Bologna dal 23 al 29 luglio

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Nicoletta Boldrini
Seguo da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie emergenti sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società | Il mio motto: sempre in marcia a caccia di innovazione | #Hunting4Innovation

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