Open Internet e intelligenza collettiva per il futuro della Rete

Per un nuovo volto di internet, più umano e condiviso, è scesa in campo l’Unione Europea con l’iniziativa Next Generation Internet, che ha stanziato 250 milioni di euro e che intende favorire una partecipazione più ampia: startup, università, Ong, ma anche singole persone.

TAKEAWAY

  • L’Unione Europea lancia l’iniziativa Next Generation Internet (An Open Internet Initiative) che intende “plasmare lo sviluppo e l’evoluzione di Internet”, caratterizzandosi come Internet for Humans
  • L’UE ha stanziato 250 milioni di euro tra il 2018 e il 2020 per finanziare i progetti
  • L’orizzonte della ricerca riguardante NGI guarda al 2030, anno entro cui si dovranno vedere i frutti del lavoro congiunto di enti pubblici e privati. 
  • I cinque pilastri del nuovo volto di Internet: democrazia, resilienza, sostenibilità, affidabilità e inclusione

Open Internet e intelligenza collettiva, resilienza e inclusione: l’Unione Europea intende partire da questi concetti per migliorare il volto di Internet del prossimo futuro, puntando anche su sicurezza, fruibilità e comprendendo anche la sostenibilità ambientale. A questo proposito la Commissione Europea ha avviato Next Generation Internet (NGI), iniziativa che si propone di “plasmare lo sviluppo e l’evoluzione di Internet”, che si deve caratterizzare come Internet for Humans.

Per riuscirci è stato stanziato un investimento iniziale superiore ai 250 milioni di euro tra il 2018 e il 2020, parte del prossimo programma Horizon Europe (2021-2027). Solo quest’anno sono stati stanziati 26 milioni.

L’idea è incentivare una partecipazione “dal basso”, in termini di idee e progetti, partendo dalle singole persone per arrivare a università, centri di ricerca, startup, piccole e medie imprese, incubatori, acceleratori, investitori, organizzazioni pubbliche e non profit.

Rientrano tra le priorità chiave di NGI numerosi aspetti correlati a Internet of Things, intelligenza artificiale, blockchain, ma anche ricorso all’open source, parti integranti di molti progetti attivati e altri prossimi a partire.

Open Internet e intelligenza collettiva secondo l’Europa: cos’è NGI e quali sono gli obiettivi al 2030

Next Generation Internet – An Open Internet Initiative (NGI) è un’iniziativa parte del programma di lavoro ICT di Horizon 2020 e comprende bandi che coprono otto temi orientati alla tecnologia e con un’attenzione alla ricerca. NGI si dà come prospettiva temporale il 2030, anno entro cui “tutti gli europei potranno accedere e partecipare in modo significativo a plasmare internet”, come si legge nel sito ufficiale dell’iniziativa. La finalità è rendere internet più centrato ai bisogni dell’uomo, inclusivo, sicuro.

La missione di NGI è re-immaginare e re-ingegnerizzare Internet. L’era dell’informazione dovrebbe consentire lo sviluppo del potenziale umano, la mobilità e la creatività in modo inclusivo”. L’iniziativa è strutturata in diversi ambiti, contando in particolare su diverse azioni di coordinamento e sostegno in corso quali:

  • NGI4ALL, che coordina l’Ufficio di sensibilizzazione dell’iniziativa
  • Think Nexus, mirato a rafforzare la collaborazione UE-USA
  • NGI Explorers, finalizzato a svolgere missioni negli Stati Uniti rivolto ai migliori ricercatori e innovatori europei
  • NGI Forward, che definisce una strategia e un’agenda politica e di ricerca
  • Tetra, come acceleratore di business 

Gestito da NGI4ALL c’è Next Generation Internet Outreach Office che coordina le attività di comunicazione, diffusione e marketing per l’iniziativa NGI in tutta Europa e oltre. Dà voce alla comunità NGI e promuove il suo lavoro per massimizzarne l’impatto. Esso riunisce tutto il lavoro svolto dai progetti NGI passati e presenti.

Next Generation Internet, le call aperte: si spazia dalla data portability alla blockchain

Per quanto riguarda le opportunità di finanziamento attuali, NGI conta su vari progetti macro su vari aspetti di ricerca e innovazione: per esempio, DAPSI – Data Portability and Services Incubator di NGI, intende permettere agli innovatori di Internet di sviluppare soluzioni human-centric nel campo della portabilità dei dati.

Tra le iniziative NGI di sostegno a progetti di ricerca c’è anche eSSIF-Lab, dedicato allo sviluppo di applicazioni SSI – Self-Sovereign Identity, modello di identità digitale che restituisce all’utente il pieno controllo della propria identità

ONTOCHAIN consente invece agli innovatori di sviluppare soluzioni di gestione della conoscenza basate su Blockchain. La sua finalità è unire il web semantico con la blockchain per offrire un nuovo ecosistema software “per una gestione della conoscenza ontologica affidabile, tracciabile e trasparente”. Intende esplorare e fornire nuovi metodi di gestione dei dati, dell’ontologia, della conoscenza e dell’informazione interoperabili. Per questo è stato da poco stanziato un nuovo fondo da 4,2 milioni di euro, offrendo finanziamenti fino a 123mila euro.

open internet intelligenza collettiva
Open Internet e intelligenza collettiva: come si può vedere dalla mappa interattiva, Next Generation Internet conta su una rete ampia, sulla quale è possibile individuare enti pubblici e privati coinvolti. Fonte: Next Generation Internet (NGI)

Open Internet e intelligenza collettiva, cinque pilastri per una nuova Rete

Sono cinque i pilastri della nuova visione di Internet: democrazia, resilienza, sostenibilità, affidabilità, inclusione. La democrazia, innanzitutto. Alla base della volontà di democratizzare Internet si vogliono creare i presupposti perché la rete resti open, aperta “un luogo in cui tutti possano far sentire la propria voce senza interferenze politiche”. Vuole dire anche una maggiore consapevolezza nell’utilizzo degli strumenti che Internet fornisce per “ringiovanire” le istituzioni democratiche. 

La Commissione europea svolgerà anche un ruolo attivo sulla scena mondiale per preservare l’apertura di internet e la libertà di parola. Un modo per farlo è quello di sostenere lo sviluppo di strumenti criptati affidabili e sicuri che consentano una sana conversazione e organizzazione politica, finanziati attraverso l’istituzione di un fondo di fiducia ispirato all’American Open Technology Fund.

Per quanto riguarda invece la resilienza, l’idea che emerge da NGI è che occorre predisporre la Rete per affrontare e superare eventi meteorologici estremi e gli effetti traumatici indotti dai cambiamenti climatici che diventeranno sempre più frequenti, oltre alla necessità di far fronte a conflitti e situazione di tensione geopolitica. Si faranno, per questo, sostanziali investimenti strategici per migliorare le infrastrutture fisiche di Internet, aggiornando i sistemi obsoleti, e progettando e implementando sistemi in grado di resistere a sollecitazioni di vario tipo.

A questo proposito NGI investirà anche in software e hardware open source e segnala l’intenzione di dare vita a fondi dedicati, finanziando e sostenendo lo sviluppo di nuove soluzioni, e finanziando la manutenzione, l’aggiornamento e il continuo stress-test degli strumenti esistenti.

L’aspetto della sostenibilità è parte integrante in una visione di Internet che sia sempre meno impattante a livello ambientale. Il passaggio dell’Unione Europea a un’economia sempre più circolare e net zero emissioni implica che anche per la tecnologia digitale si rivolga una specifica attenzione.

La digitalizzazione ha un ruolo importante da svolgere nell’affrontare l’emergenza climatica e nel realizzare gli ambiziosi obiettivi dell’European Green Deal. Ma non dobbiamo anche dimenticare la sostanziale impronta ambientale di internet” si legge nel progetto.

Da qui l’obiettivo di creare un’economia completamente circolare per la tecnologia digitale entro il 2030. L’Europa dovrà diventare un precursore a livello globale nello sviluppo di dispositivi e processi di produzione più ecologici, ottimizzando sia la durata che la funzionalità dei dispositivi stessi, oltre a limitare l’impatto ambientale della loro produzione.

Serve anche ridisegnare il principio della “minimizzazione dei dati”, riducendo consapevolmente la quantità di dati che vengono conservati, mantenendo solo quelli effettivamente utili non solo a tutelare meglio la privacy, ma anche a ridurre la pressione sull’ambiente.

Quarto pilastro è l’affidabilità. NGI intende porre le basi per un Internet human-centric, in grado di offrire agli utenti finali il pieno controllo dei propri dati personali. A partire dal GDPR, l’iniziativa sostiene progetti dedicati a tecnologie capaci di migliorare la privacy e la fiducia e sulla governance decentrata dei dati. In questo senso una particolare attenzione è rivolta alla Distributed ledger technology e blockchain, capaci di dare il loro contributo anche a beneficio della trasparenza e del controllo dei dati personali.

L’inclusione è il quinto e ultimo pilastro dell’Internet che verrà. Prevale l’idea di rimuovere le barriere strutturali e sociali all’accesso, garantendo che tutti gli europei possano avere un accesso a Internet a prezzi accessibili o addirittura gratuito entro il 2030. Si punta anche a trovare il giusto equilibrio tra la sicurezza online e la tutela della privacy individuale. 

A questi si evidenziano concetti altrettanto importanti, quale l’intelligenza collettiva. Come si spiega in uno dei position paper presenti sullo stesso sito web, sarà importante sviluppare nuovi concetti per connettere le persone, oggetti intelligenti e agenti di Intelligenza Artificiale in grado di supportare l’intelligenza collettiva. Sinergie e collaborazione tra gli individui “iperconnessi” offriranno modi per cambiare i comportamenti collettivi e affrontare meglio le sfide della sostenibilità ambientale.

NGI e Internet oggi: lo stato dell’arte dei progetti

Come sta andando Next Generation Internet – An Open Internet Initiative lo ha fatto sapere pochi giorni fa la stessa NGI attraverso il proprio sito web. A oggi, ha coinvolto 548 ricercatori e per quanto riguarda i progetti di ricerca aperti fino a giugno 2020, se ne contano 366 che hanno mobilitato 26 milioni di euro. Nei primi 18 mesi di attivazione dei vari progetti di Ricerca e Innovazione in corso, NGI ha ricevuto un totale di 2.367 proposte da 3.414 candidati provenienti da 36 Paesi presentati.

Come si vede nel grafico sotto, a lanciare idee e progetti sono per la maggiore singole persone (52%), seguite da micro, piccole e medie imprese (31%), mentre a pari merito (7%) ci sono università come pure Ong e altri enti non profit.

In merito ai progetti selezionati, il tasso di successo per i candidati alle sovvenzioni NGI è di un progetto selezionato su 6,6 proposte. “Ciò rappresenta un buon tasso di successo e riflette il fatto che le domande tendono a soddisfare i criteri”, spiega la stessa Next Generation Internet, segnalando che il finanziamento medio per ogni progetto è di 71mila euro.

Open Internet intelligenza collettiva
Open Internet e intelligenza collettiva: la maggior parte del sostegno finanziario di Next Generation Internet va a singole persone (52%) e a micro, piccole e medie imprese (31%). Fonte: Next Generation Internet (NGI)
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Andrea Ballocchi
Giornalista specializzato in tecnologia, focalizzato su temi che riguardano l'Internet of Things e le tecnologie emergenti che hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana e su quella futura. Oltre alla tecnologia si occupa anche di temi legati alla sostenibilità ambientale e non solo (edilizia, architettura, design...)
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