La blockchain per la Pubblica Amministrazione: una grande opportunità ancora da sfruttare

La blockchain, nella pubblica amministrazione, costituisce una risorsa enorme, attualmente in fase del tutto embrionale. La sua implementazione potrà migliorare l’efficienza del servizio pubblico nella direzione della trasparenza, sicurezza, affidabilità e accessibilità, condizioni essenziali per generare fiducia nei confronti delle istituzioni.

TAKEAWAY

  • La trasformazione digitale della PA versa in uno stato di oggettiva confusione, dove la transizione è spesso causa di disagi ulteriori per via di evidenti lacune nella governance e della scarsa cultura digitale dei cittadini.
  • La blockchain offre enormi potenzialità in vari ambiti, che vedono la PA offrire i servizi fondamentali al cittadino: dall’emissione dei documenti di identità alla sanità pubblica, al sistema elettorale.
  • La blockchain può aprire una stagione di rinnovata fiducia nei confronti delle istituzioni, incentivando, inoltre, un sistema premiale in grado di esaltare il talento e l’iniziativa dei dipendenti pubblici.

Per percepire azioni e vantaggi derivanti dall’implementazione della blockchain per la pubblica amministrazione, si rende necessaria una premessa contestuale sui temi della trasformazione digitale, di cui si parla da diversi anni, con risultati decisamente altalenanti. All’alba del secondo Decreto Semplificazioni nel giro di due anni, emergono ancora troppi aspetti disfunzionali.

La PA oggi si presenta al cittadino come qualcosa di caotico, difficilmente accessibile, che viaggia a velocità troppo differenti e in cui emergono palesi carenze in quella che dovrebbe in realtà costituire il principale punto di forza della pubblica amministrazione: il ruolo della governance. Troppe iniziative stand alone, episodiche, scarsamente coordinate tra loro per via di una iniziativa slegata da una vera visione strategica.

Nel contesto della trasformazione digitale che attende la PA, la blockchain può agevolare molti processi grazie alle sue tecnologie, capaci di automatizzare molte delle procedure più ricorrenti negli uffici della pubblica amministrazione. In particolare, la blockchain risulta funzionale ad una strategia di digitalizzazione lungo due direzioni:

  • la semplificazione burocratica, che si traduce in un evidente risparmio di tempi e di costi per la PA
  • una maggior efficienza generale nelle operazioni, con una prospettiva di miglioramento continuo relativo a qualità come la fiducia, la trasparenza, la sicurezza, l’affidabilità e l’accessibilità, intrinseche nel design della tecnologia

La blockchain per la Pubblica Amministrazione: le principali applicazioni

Tra i vari strumenti finalizzati a supportare una profonda attività di trasformazione digitale, la blockchain per la pubblica amministrazione costituirebbe una delle possibilità più stimolanti, grazie alla sua capacità di regolare e automatizzare moltissime delle procedure comunemente in atto negli uffici pubblici.

Il condizionale è d’obbligo, in quanto i casi reali risultano ancora limitati nel numero e nella maturità, ritrovandosi soprattutto nella fase sperimentale. Tuttavia, per renderci conto dell’enorme potenziale applicativo della blockchain, vi proponiamo una rassegna di possibilità destinate a divenire sempre più concrete, tali sono i vantaggi che ne deriverebbero.

In alcuni casi, risulterà particolarmente evidente come l’applicazione della blockchain non rappresenti una condizione esclusiva, ma una possibilità per dare luogo ad una strategia di digitalizzazione del servizio pubblico, spesso in concerto con altre tecnologie emergenti:

  • certificazione identità digitale: database su registro distribuito fruibile nel rispetto della privacy e dei dati sensibili, con sistemi di autenticazione sicuri, secondo le procedure definite dall’AgID (SPID, CIE, ecc.)
  • certificazione titoli di studio: per validare automaticamente qualsiasi procedura pubblica ne richieda l’attestazione, anche nella prospettiva di evitare possibili brogli o false asserverazioni, molto complesse da verificare
  • certificazione documenti stato civile: sarebbe il sogno di molti italiani, spesso costretti a mortificanti attese e lungaggini burocratiche nelle anagrafi comunali, che in alcuni casi risultano oltremodo incapaci di dialogare tra loro
  • certificazione graduatorie pubbliche: per conservare e rendere accessibili ai vari enti gli esiti concorsuali, da cui attingere per eventuali assunzioni di personale, evitando peraltro l’istituzione di nuovi concorsi, molto lunghi e costosi, quando basterebbe attingere dalle graduatorie in corso di validità
  • procedure di voto elettronico: se venissero adottate anche nelle elezioni politiche ed amministrative, consentirebbero un consistente risparmio di tempi e costi, oltre ad evitare l’occupazione delle sedi scolastiche durante i giorni necessari per l’istituzione dei seggi elettorali
  • digitalizzazione del catasto: potenziando le procedure già in atto per costituire banche dati più granulari nel descrivere il reale patrimonio edilizio esistente e più semplici da consultare per i cittadini, anche secondo i casi piloti istituiti in Svezia ed in Gran Bretagna
  • gestione delle procedure edilizie: la blockchain è una tecnologia coerente con la logica delle pratiche edilizie, sempre più orientate all’asseverazione da parte del professionista, piuttosto che all’istruttoria puntuale da parte degli uffici
  • gestione dei bandi e delle gare di appalto: per automatizzare le complesse procedure normate dal codice degli appalti, con una struttura a smart contract che consentirebbe ad esempio di velocizzare i vari step, controllando i requisiti del candidato e la documentazione di gara presentata
  • controlli automatizzati e lotta all’evasione fiscale: nel contesto di una normativa orientata a digitalizzare tutte le transazioni economiche rilevanti;
  • sanità pubblica: si tratta con ogni probabilità dei servizi dove la PA trasmette fiducia e valore al cittadino, ma dalle cui inefficienze dipendono anche i maggior disagi, costringendo troppo spesso ad affidarsi alla speculazione dei privati. La blockchain può rendere più efficiente la sanità pubblica grazie alle proprietà di tracciamento, per registrare le cartelle cliniche, archiviare i dati sanitari e di ricerca, piuttosto che controllare la fornitura dei farmaci, evitando frodi o anomalie
blockchain per la pubblica amministrazione
Nel contesto della trasformazione digitale che attende la PA, la blockchain può agevolare molti processi grazie alle sue tecnologie, capaci di automatizzare molte delle procedure più ricorrenti negli uffici della pubblica amministrazione.

Trasparenza e meritocrazia: dal miraggio alla realtà

Uno degli aspetti distintivi della blockchain è dato dal poter tracciare tutte le transazioni in maniera trasparente, senza la possibilità di modificare ciò che viene validato senza attivare una nuova procedura di verifica. Senza entrare nei dettagli tecnici, la blockchain consente insomma di tenere traccia di ciò che accade durante un procedimento.

Ipotizziamo una pratica edilizia come il permesso di costruire, che necessita di una concessione da parte dell’ufficio tecnico comunale. Nelle procedure tradizionali, il proponente riceve soltanto le comunicazioni formali, vincolate a determinate tempistiche di risposta, ma non è tenuto a sapere tempi e le modalità in cui la pratica viene istruita.

È sufficiente un motivo ostativo per tenere la pratica sospesa a lungo. Questa sensazione, al di là del disagio oggettivo, genera nel cittadino una sensazione di scarsa trasparenza e fiducia nei confronti delle istituzioni.

Se fosse fatto obbligo di registrare tutto l’iter procedurale su una blockchain, i contenuti potrebbero essere resi pubblici con facilità e pieno rispetto della privacy, dal momento che i dati di una pratica sarebbero accessibili soltanto dai richiedenti. In questo modo sarebbe inoltre semplice controllare l’operatività dei dipendenti pubblici e la qualità dell’organizzazione predisposta dai dirigenti, incentivando una maggior qualità del servizio pubblico.

Uno scenario premiale consentirebbe di lavorare con maggiori ambizioni nell’ambito degli uffici pubblici, e soprattutto consentirebbe al cittadino di recuperare la fiducia nei confronti delle istituzioni.

La blockchain per la pubblica amministrazione assume dunque un valore capace di superare il contesto di valutazione costi/benefici della soluzione tecnologica, per restituire al cittadino la percezione di una PA utile, piuttosto che una barriera da superare per ottenere i propri obiettivi.

Quale blockchain per Pubblica Amministrazione?

L’approfondimento tecnologico relativo all’impiego della blockchain per la pubblica amministrazione meriterebbe una trattazione ben più ampia, ma si rende in ogni caso opportuna almeno una riflessione introduttiva in merito all’adozione di un modello pubblico (permissionless), come di base sarebbe lecito attendersi, piuttosto che privato (permissioned).

La blockchain pubblica supera l’esigenza di doversi fidare del servizio, anche se il controllo sui dati all’origine rimane un fattore non oggettivabile, per cui molti step condizionali nella natura di uno smart contract possono rimanere vincolati alla validazione di un soggetto terzo fiduciario.

In questo contesto, rispetto al soggeto privato, la PA è per natura “trusted” ossia istituita per agire nell’interesse della collettività, in una condizione di imparzialità nei confronti dei privati.

Il ruolo istituzionale della PA consente di utilizzare la blockchain più per quelle che sono le sue potenzialità tecnologiche che per superare a monte una condizione fiduciaria. Il fattore rilevante diventa pertanto l’efficienza dei servizi. Questo quando intendiamo il rapporto tra la PA e i cittadini.

Per quanto concerne invece il rapporto interno, tra i vari enti e gli uffici della PA, dove tutti i soggetti sono riconosciuti e dotati di permessi specifici, ci si trova nella condizione in cui risulta efficace una blockchain privata, di tipo consorziale. La ragione per cui le blockchain di tipo permissioned costituiscono oggi l’attività prevalente nella sperimentazione delle PA in questo ambito.

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Francesco La Trofa
Da vent’anni attivo nella ricerca relativa alle tecnologie 3D, divulgatore sul tema delle applicazioni enterprise di tali tecnologie e autore di “VR Developer. Il creatore di contenuti in realtà virtuale ed aumentata” (2018), edito da Franco Angeli (vrdeveloper.info). Scrive di IT anche per il portale https://www.sergentelorusso.it/
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