La blockchain secondo Confindustria: il white paper per le aziende italiane

Anitec-Assinform ha pubblicato un white paper sulla Blockchain pensato per avvicinare concretamente le aziende italiane alla sua implementazione nei processi di trasformazione digitale, nella speranza che le risorse del PNRR diano un effettivo impulso alla diffusione delle tecnologie abilitanti in ambito 4.0.

TAKEAWAY

  • Anitec-Assinform ha pubblicato “Attualità e prospettive della Blockchain per la crescita dell’economia italiana”, white paper che si propone di avvicinare le aziende italiane ad una tecnologia emergente dotata di straordinarie potenzialità.
  • Il white paper esprime una fotografia molto dettagliata delle caratteristiche e delle potenzialità della Blockchain in molti ambiti applicativi, superando la mediatica associazione tra le tecnologie a registro distribuito e le criptovalute.
  • Notevoli aspettative sono riposte nell’adozione del PNRR, la cui pioggia di miliardi dovrebbe abilitare l’ammodernamento delle infrastrutture digitali pubbliche e la trasformazione tecnologica delle aziende che rappresentano il motore della nostra economia.

Tra le principali tecnologie emergenti, la blockchain in Italia è probabilmente quella che le imprese fanno più fatica a percepire ed entrare nell’ottica di valutare per il loro percorso di trasformazione digitale.

Storicamente connotata all’immaginario delle criptovalute, la blockchain manca oltretutto di quella maturità tecnologica in grado di fungere da traino per nuove applicazioni. I casi studio disponibili sono oggettivamente pochi, ed ancor meno quelli che si discostano dall’ambito delle applicazioni finanziarie.

Per cercare di colmare il gap di conoscenza che intercorre tra la blockchain e le aziende italiane, Anitec-Assinform, Associazione di Confindustria che coinvolge le principali aziende ICT, ha pubblicato il white paper tematico “Attualità e prospettive della Blockchain per la crescita dell’economia italiana”, recentemente presentato in occasione dell’evento “Blockchain e criptovalute: costruire il futuro con i digital blocks”.

Vediamo alcuni tra i punti significativi evidenziati da questo incoraggiante studio, cercando di capire se può davvero rappresentare la fotografia della blockchain in Italia in questo particolare momento storico, sospeso tra la ripresa post pandemica e la spinta delle risorse messe in campo dal PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La blockchain in Italia: un mondo ancora tutto da scoprire

Secondo i dati rilevati dallo studio di Anitec-Assinform, la blockchain in Italia, nel 2020, ha generato un volume d’affari pari a 26 milioni di euro, con previsioni di crescita che prevedono un tasso di incremento medio positivo del 20% fino al 2024. Numeri condizionati dall’attuazione del PNRR. Marco Gay, presenza costante in Confindustria, nonché presidente di turno di Anitec-Assinform, precisa:

Si sono aperte nuove prospettive al di là dell’emergenza e il PNRR dovrà tradursi in un vero e proprio salto di livello nel processo di digitalizzazione del paese, puntando su alcune priorità come la banda ultra-larga per tutti, le filiere industriali intelligenti, la digitalizzazione di interi settori, come sanità e PA, le start-up innovative e le competenze digitali. Il grande sforzo di investimento previsto dal PNRR costituisce un’opportunità unica non solo per il rilancio del paese, ma anche per il rilancio del settore ICT, grazie al ruolo cruciale che avranno tecnologie come la Blockchain, l’intelligenza artificiale, i big data e la cybersecurity

Tante aspettative nei confronti del PNRR, ma le risorse a disposizione dovranno essere sfruttate grazie a progettualità concrete, la cui visione deve necessariamente superare la semplice, per quanto enorme, opportunità di business dei provider tecnologici. Le aziende italiane sono pronte ad affrontare questa sfida?

Nel prospettare i risultati attesi dagli investimenti in Blockchain a livello di Sistema Paese, il white paper si dimostra interessato ad essere contestualmente uno strumento didattico, utile ad evangelizzare le aziende sui fondamentali di questa tecnologia emergente, a partire da una lucida definizione, che nella sua semplicità cerca di prendere le distanze dalla correlazione che intercorre tra la Blockchain e le criptovalute.

Blockchain e trasformazione digitale: una missione tecnologica per sfruttare le opportunità del PNRR

Sulle potenzialità della blockchain ci sono pochi dubbi. I vantaggi offerti dalle sue applicazioni sono tali e di tale portata che anche un bambino sarebbe capace di fare previsioni positive sul suo conto. La discriminante è piuttosto costituita dalla sua readiness.

Il white paper sulla blockchain in Italia centra la questione quando entra nel merito dei bottleneck, i colli di bottiglia che in questo momento costituirebbero le principali barriere alla sua diffusione.

Da un lato i limiti legati al business, dovuti al fatto che per implementare la blockchain le aziende dovranno necessariamente riorganizzare in maniera profonda i processi, dall’altro i limiti legati alla tecnologia, dovuti in gran parte all’oggettiva gioventù di questa tecnologia emergente e alle notevoli esigenze computazionali che le attuali applicazioni comporterebbero.

La dimostrazione arriva dai numeri di un mercato che, al di là degli aspetti legati alle criptovalute, risulta ancora davvero molto marginale per costituire un fattore incisivo, soprattutto se confrontato con i numeri degli altri digital enabler citati da Marco Gay nella sua presentazione.

Per il resto, la stesura del documento è sostenuta da una visione complessivamente positiva ed incoraggiante, con la descrizione di una serie di casi studio in ambiti quali: automotive, agrifood, il fashion, caffè, logistica, difesa, aerospace, satellitare, media & comunicazione, turismo, energia e farmaceutico, per dimostrare le potenzialità applicative rispetto ai modelli tradizionali.

Nel riconoscere le difficoltà in fase di implementazione, il white paper prospetta quelle che vengono ritenute le tre aree applicative più promettenti per lo sviluppo della Blockchain: supply chain, valute digitali e identità digitali.

Non è un caso che corrispondano all’applicazioni di tre componenti chiave di questa tecnologia: il tracciamento, le transazioni e il registro distribuito, con un occhio di riguardo per la tokenizzazione degli asset digitali e una costante riflessione sul fatto che la Blockchain assuma aspetti di convenienza economica soprattutto quando i sistemi da gestire diventano grandi e complessi, ossia quando i sistemi tradizionali vanno in crisi di fronte all’oggettiva quantità di dati da trattare.

Dopo la presentazione delle opportunità offerte dagli smart contract e un’attenta disamina sugli attuali limiti normativi, nei confronti dei quali ci si auspica un maggior decisionismo da parte del legislatore, il white paper si chiude con una proposta di relazione tra la Blockchain e l’intelligenza artificiale.

Sulla base di un terreno d’azione comune, rappresentato dalla centralità dei dati, risorsa principe dell’era digitale, le due tecnologie emergenti dovrebbero viaggiare a braccetto nell’ottica del vigente piano di Trasformazione 4.0 e delle iniziative come Gaia-X, l’infrastruttura di dati comunitaria cui il governo italiano ha da tempo manifestato la sua adesione fattiva.

Blockchain in Italia, limiti e opportunità di un white paper forse troppo white

Volendo trovare un limite al lavoro svolto da Anitec-Assinform, potremmo manifestare qualche perplessità in merito alla portata divulgativa dei casi studio, a nostro avviso troppo criptici per essere recepiti da un pubblico, per quanto aziendale, digiuno di esperienza diretta in ambito di applicazioni blockchain.

Se da un lato appare comprensibile la ragione per cui i casi studio sono stati sbrandizzati, la mancanza di link e riferimenti concreti non agevola sicuramente la possibilità di approfondire gli aspetti trattati, peraltro in maniera efficace e diligente dal punto di vista tecnico e metodologico.

In altri punti, come i modelli di governance e la tassonomia dei sistemi DLT, il documento appare probabilmente troppo tecnico per sperare di fare breccia al primo colpo nei confronti di chi non conosce già gli argomenti trattati. In tali frangenti appare auspicabile una maggior facilitazione divulgativa.

Sulla base di queste considerazioni, riteniamo che il white paper sulla blockchain in Italia costituisca una iniziativa assolutamente lodevole per muovere il proverbiale primo passo lungo un percorso che si preannuncia piuttosto lungo, soprattutto se confrontato con le tempistiche prospettate dalle missioni del PNRR.

Rimaniamo pertanto in attesa dei successivi sviluppi dell’iniziativa di Anitec-Assinform, in attesa che le tecnologie Blockchain e DLT riescano finalmente a penetrare fattivamente nei processi aziendali, non soltanto sulla scia di un parco di risorse da sfruttare ad ogni costo, quanto per la formazione di una coscienza critica sui vantaggi del digitale.

È da questa molla innovativa che dovrebbe scattare l’autentico rinascimento dell’imprenditoria italiana in termini di competitività a livello internazionale.

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Francesco La Trofa
Da vent’anni attivo nella ricerca relativa alle tecnologie 3D, divulgatore sul tema delle applicazioni enterprise di tali tecnologie e autore di “VR Developer. Il creatore di contenuti in realtà virtuale ed aumentata” (2018), edito da Franco Angeli (vrdeveloper.info). Scrive di IT anche per il portale https://www.sergentelorusso.it/
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