Re-Start, ai Digital Design Days si parla di riprogettare il futuro (anche con l’aiuto di tecnologie emergenti)

La nuova edizione dei Digital Design Days punta sul concetto "re-start" non solo per rimettere al centro la professione del designer digitale ma per offrire a tutti uno stimolo per una ri-progettazione del futuro. In scena ai DDDays, Multiverse, installazione audiovisiva che esplora l’evoluzione di infiniti universi possibili, dello studio fuse*, in questi giorni impegnato anche nella presentazione di un inedito, Treu, concept artistico dedicato alla fiducia che sfrutta anche tecniche di intelligenza artificiale per interpretare e disegnare la fiducia del futuro

Gli esperti mondiali del design digitale tornano “in mostra” ai Digital Design Days, quest’anno in una edizione completamente online (da oggi, 22 ottobre 2020 fino a sabato 24 ottobre) dal titolo evocativo, ma quanto mai chiaro ed attuale, “Re-Start“: “un evento realizzato con l’obiettivo di affrontare le sfide quotidiane e cogliere le migliori opportunità per il domani – si legge nella nota ufficiale dell’evento – un’edizione che rimette al centro la professione del designer digitale e ne crea un’occasione di formazione, aggiornamento e stimolo per una riprogettazione del proprio futuro”.

Tra i protagonisti dei Digital Design Days di quest’anno c’è fuse*, uno studio ed una compagnia di produzione indipendente fondata nel 2007 che opera nell’area di incontro tra arte e scienza con lo scopo di esplorare le possibilità espressive date dall’uso creativo delle tecnologie digitali emergenti. All’interno della FUSE*FACTORY, lo spazio dove vengono sviluppati i progetti dello studio, prendono forma concept artistici che miscelano sapientemente la bellezza artistica, il calore della creatività umana, l’efficienza e le capacità delle tecnologie emergenti (come tecniche di intelligenza artificiale, realtà virtuale e realtà aumentata), il tutto con un obiettivo molto sfidante, racchiuso nel Manifesto di fuse*:

  • Raccontare storie attraverso la creazione di esperienze memorabili, profonde e capaci di avere un impatto positivo sulla vita delle persone.
  • Realizzare progetti in grado di semplificare la complessità, concretizzare ciò che non ha ancora forma, rendere accessibile ciò che è complesso, trovare l’unicità nell’ordinario.
  • Meravigliare con bellezza e poesia, permettendo alle persone di andare in profondità attraverso linguaggi sperimentali che mostrino la realtà da un nuovo punto di vista.

FUSE*FACTORY di fatto è un progetto imprenditoriale che mira a favorire e stimolare la collaborazione tra professionisti e talenti provenienti da settori differenti, non solo quindi dal mondo del design, dell’arte e della creatività, ma anche dalla scienza e dalla tecnologia, per creare progetti innovativi capaci di ispirare, emozionare, far riflettere… avere un impatto positivo sulle persone e sulla comunità.

Ai Digital Design Days fuse* presenta il pluripremiato Multiverse

Tra gli esperti dei DDDays di quest’anno c’è dunque anche Mattia Carretti, Founder (insieme a Luca Camellini) & Creative Director di fuse*. Lo studio presenta al pubblico un’installazione che nel corso dell’ultimo anno ha già ottenuto moltissimi riconoscimenti internazionali (il Digital Design Award nel 2019 sia per l’installazione sia per il sound design, il Wu Guanzhong Art and Science Innovation Award nel 2019, il CODAawards Merit Winner nel 2020 e, sempre quest’anno, il Red Dot Award), Multiverse.

Multiverse è una installazione audiovisiva che esplora l’evoluzione di infiniti universi possibili tramite l’utilizzo di grafiche e suoni generativi che sfruttano la teorizzazione dell’esistenza del cosiddetto multiverso: un sistema composto da un infinito numero di universi che coesistono parallelamente fuori dal nostro spazio-tempo. L’installazione pone le sue fondamenta proprio su questo concetto e, attraverso la creazione di una successione di quadri digitali generati in tempo reale, tenta di rappresentare l’eterna nascita e morte di infiniti universi paralleli.

In Multiverse il ruolo di “creatore” spetta al software, un’applicazione sviluppata in openFrameworks che gestisce la generazione delle varie scene visualizzate e che si interfaccia con Ableton live e Max/MSP per la produzione della colonna sonora e del sistema generativo sonoro. Ogni quadro digitale rappresenta una tappa del percorso evolutivo di un multiverso il quale si evolve attraverso una serie di passaggi chiave teorizzati da Lee Smolin (padre della teoria del multiverso) e prende forma in modo dinamico portando l’opera ad uno stadio “vivente”, mutevole come gli occhi ed i sentimenti di chi la osserva che, anche guardandola più e più volte, trova ogni volta qualcosa di nuovo.

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Treu, la fiducia prende forma tra arte e tecnologia, tra passato e futuro

Così come il multiverso, anche quello della fiducia è un tema molto delicato e complesso da affrontare da una prospettiva artistica. Ma la sfida di fuse* prende vita, come dimostra l’inedito concept Treu, presentato in questi giorni alla Pochen Biennial 2020 (sarà in mostra fino al 1 Novembre 2020 a Chemnitz, in Germania). 

La fiducia è un elemento fondamentale della società in cui viviamo, sia su scala individuale che collettiva. Tuttavia, la fiducia non è una cosa naturale, innata (se non quella che si crea tra genitori e figli alla loro nascita), ma un qualcosa che cresce e va “coltivato” anche se immateriale. La politica, l’economia e l’intero sistema moderno non sono realtà materiali – sono costrutti psicologici fondati sulla fiducia degli individui verso altri individui, istituzioni, mercati. Siamo disposti a lavorare, a credere nel valore del denaro, a intraprendere cambiamenti sociali se confidiamo nelle invenzioni del nostro immaginario collettivo. Una regola decisionale euristica, la fiducia consente all’essere umano di affrontare complessità che richiederebbero uno sforzo irrealistico nel ragionamento razionale, ma può essere facilmente influenzato e manipolato.

Ecco allora che fiducia come sentimento instabile e mutevole, in linea con lo stile, lo spirito creativo e la missione di fuse*, prende una forma artistica, “analizzata nel suo passato con la tecnica della fotogrammetria [tecnica di rilievo che permette di acquisire dei dati metrici di un oggetto (forma e posizione) tramite l’acquisizione e l’analisi di fotogrammi, utilizzata anche in architettura per il rilievo di edifici e costruzioni – ndr] – ci spiega Matteo Salsi, Designer e Creative Coder di fuse* – e nel suo futuro con tecniche di intelligenza artificiale“.

“Abbiamo preso in esame l’indice economico tedesco che determina il sentiment e le condizioni nel settore aziendale della zona euro degli ultimi 30 anni – racconta Salsi – dal quale derivano dati ed informazioni non solo di carattere economico ma anche “indizi” sul sentire collettivo”.

Treu è un’installazione audiovisiva in tempo reale che elabora i molteplici significati e le implicazioni di questi concetti. La realtà oscilla tra realismo e astrazione a seconda degli indici che misurano la fiducia del mercato raccolta in tempo reale. Questi indici riflettono e, allo stesso tempo, influenzano la nostra percezione della realtà, dando significato, o togliendolo, alla nostra cultura, alle nostre convinzioni condivise. La fiducia viene quindi interpretata come un sentimento instabile, soggetto all’influenza di numerosi fattori. Pone le sue basi sulla fiducia di base, quella intima, privata, spesso associata alla sfera familiare. Una volta assicurato ciò, diventa possibile lo sviluppo di strutture sociali più complesse.

Ed è da questa idea che prende forma il concept artistico-tecnologico di Treu che si presenta al pubblico come un’installazione audiovisiva in tempo reale che elabora i molteplici significati e le implicazioni della fiducia, mostrando spazi tridimensionali che non esistono per disegnare la fiducia del futuro. Un concept artistico che miscela creatività umana e capacità tecnologiche.

“L’installazione è suddivisa in due parti – descrive più in dettaglio Salsi – e rappresenta simbolicamente il passato ed il futuro della fiducia. La prima parte dell’installazione mostra, con la tecnica della fotogrammetria, paesaggi che derivano dall’analisi dei dati degli indici della fiducia degli ultimi 30 anni. La tecnica ci consente di “vedere” il passato, ma non di mutarlo. La seconda parte dell’installazione ci porta invece nel futuro per mostrarci, attraverso diverse tecniche di intelligenza artificiale, quali potrebbero essere gli scenari futuri possibili facendo previsioni sulla fiducia futura… ci consente di “dare uno sguardo” a come potrebbe evolvere la fiducia nei prossimi 30 anni, e magari riflettere su cosa possiamo fare se ciò che vediamo non ci piace”.

Per la seconda parte dell’installazione il team creativo ha sfruttato machine learning e GAN – generative adversarial network (campo dell’apprendimento automatico in cui due reti neurali vengono addestrate in maniera competitiva all’interno di un framework di gioco) per fare analisi predittive sfruttando i dati del passato (quelli degli indici di fiducia degli scorsi 30 anni). I dati che emergono dalle analisi predittive, danno vita a spazi tridimensionali che non esistono (non sono riconducibili a forme e spazi esistenti come nel caso della fotogrammetria), ad immagini del futuro che consentono allo spettatore di “dare un’occhiata alla fiducia del futuro”.

Nell’opera, da un lato, il passato e il presente vengono visualizzati attraverso la fotogrammetria, una tecnologia che consente di ottenere informazioni affidabili sugli oggetti fisici attraverso il processo di registrazione, misurazione e interpretazione delle immagini fotografiche. Dall’altra, alcune tecniche di intelligenza artificiale predicono possibili futuri elaborando i dati del passato; gli stessi dati che avevano il potere di spostare l’opinione pubblica – la fiducia – e di innescare processi di cambiamento sociale o di reprimerli.

“Il concept ci invita a riflettere sul tema della fiducia, anche quella che riponiamo – o meno – nelle tecnologie”, conclude Salsi.

Treu - concept artistico dello studio fuse*
Treu – concept artistico dello studio fuse*

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Nicoletta Boldrini
Seguo da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie emergenti sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società | Il mio motto: sempre in marcia a caccia di innovazione | #Hunting4Innovation

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