La ripresa economica impone un cambiamento culturale fondato su fiducia e risultati: il manifesto lanciato da Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine

“Bisogna riprendere a parlare di futuro non come astratta aspirazione, ma come realtà da costruire. Una svolta così profonda ha bisogno di un cambiamento culturale. Occorrono fiducia e risultati”: questo il cuore del “manifesto sulla fiducia” lanciato da Luciano Violante, presidente della Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, allo scopo di avviare una discussione pubblica su azioni e iniziative concrete da compiere per portare il nostro Paese ad accantonare il vecchio e a varare una stagione nuova.

La ripresa economica del nostro Paese, in questa fase post-Covid, deve poter coincidere con un cambiamento dal respiro più ampio, che investa la vita intera della Repubblica, a partire dai labirinti della sua legislazione, fino ai meccanismi (spesso arrugginiti) della Pubblica Amministrazione.

Ma un cambiamento di tale portata impone un nuovo pensiero, una trasformazione culturale importante che coinvolga tutti, a più livelli. E che ci sganci dal passato.

Occorrono fiducia e risultati. Senza fiducia, anche le più grandi esperienze umane si impoveriscono. Senza risultati prevalgono i labirinti delle procedure” avverte Luciano Violante, presidente della Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, e autore del “manifesto sulla fiducia”, al quale hanno già aderito dieci professionisti impegnati, a vario titolo, nel progresso civile: Mario Botta, architetto; Maria Chiara Carrozza, professore ordinario di Bioingegneria Industriale presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Ferruccio de Bortoli, giornalista; Veronica de Romanis, economista e professore di European Economics presso Luiss Guido Carli; Luciano Floridi, professore ordinario di Filosofia ed etica dell’informazione presso l’Università di Oxford; Franco Gallo, presidente Istituto Enciclopedia Italiana Treccani; Giovanna Iannantuoni, rettrice Università degli Studi di Milano Bicocca; Paola Severino, vice presidente con delega alla promozione delle Relazioni Internazionali presso Luiss Guido Carli; Aurelia Sole, rettrice Università degli Studi della Basilicata e Antonella Viola, direttore scientifico presso Istituto di Ricerca Pediatrica Fondazione Città della Speranza.

Ripresa economica tra necessità di voltare pagina e bisogno di obiettivi strategici

Molta parte della legislazione del nostro Paese – spiega Violante – appare ancora oggi ispirata al criterio dell’indifferenza per il risultato e del sospetto nei confronti dei cittadini comuni, delle imprese e di chi lavora nella Pubblica Amministrazione.

Da qui derivano obblighi, da parte della Pubblica Amministrazione, al controllo dei numerosi passaggi procedurali, che penalizzano il conseguimento del risultato. La Pubblica Amministrazione deve soprattutto costruire opere. Se non è messa nelle condizioni di poterlo fare, le procedure diventano irrilevanti.

Ma ora è necessario voltare pagina e riprendere a parlare di futuro, non come astratta aspirazione ma come realtà da costruire, come mondo verso cui dirigere le nostre speranze. E fiducia e risultati devono essere le basi, le linee guida per l’intero Paese.

Questo il messaggio del manifesto sulla fiducia, che giunge in un momento ancora ibrido, di sospensione, per il nostro Paese, tra un pre e un post-pandemia, tra un passato recentissimo e un futuro che ha l’urgenza del presente.

Molti – fa notare il presidente della Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine – si interrogano sulla fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni politiche. Ma la fiducia si nutre di reciprocità: è difficile nutrire fiducia nei confronti di chi manifesta sfiducia.

La fiducia reciproca rafforza i legami sociali, consente l’adozione di comportamenti cooperativi, costruisce certezze, aiuta il progresso civile. Una legislazione nuova e nuove condotte pubbliche, ispirate ai principi della fiducia e del risultato, possono costituire il motore per il futuro che il Paese attende. E conclude Violante:

“Certo, occorre coraggio. Ma le crisi si superano solo con il coraggio. Dobbiamo agire in modo che domani qualcuno possa essere grato a questa generazione”

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Paola Cozzi
Giornalista dal solido background acquisito lavorando presso i più prestigiosi Editori italiani | Ventidue anni di esperienza nello sviluppo di prodotti editoriali b2b, cartacei e digitali | Vent'anni alla direzione di una testata b2b in tema di Sicurezza anticrimine di tipo fisico | Attualmente si dedica al Giornalismo Digitale ed esplora nuove tecniche e nuovi stili di comunicazione

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