Giornata Mondiale della Terra: sempre più verso i Green Data Center per la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica

La sostenibilità e l’efficienza energetica dei data center rappresentano una sfida, attorno alla quale, negli ultimi anni, è andata crescendo l’attenzione a livello globale. Sfida che, con l’avvicinarsi del 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra - in cui, in tutto il mondo, si celebrano l'ambiente e la salvaguardia del pianeta - intendiamo rilanciare a gran voce.

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Quella che vede al centro la sfida Green Data Center per la sostenibilità ambientale è una tematica che, a livello globale, è andata crescendo l’attenzione di aziende e Istituzioni. Sfida che, con l’avvicinarsi delle celebrazioni per il 51° Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra – in cui, in tutto il mondo, si celebrano l’ambiente e la salvaguardia del pianeta – vogliamo rilanciare, insieme all’urgenza di un futuro libero dall’energia da combustibili fossili e all’impegno individuale verso un consumo sostenibile delle risorse che abbiamo a disposizione.

Ma vediamo perché è importante affrontare (e riuscire a vincere) la sfida che poggia su un utilizzo più consapevole ed efficiente dei Data Center, anzi, dei Green Data Center.

Gli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e gli Accordi di Parigi sul clima

L’utilizzo dei dati, così come la loro elaborazione e la loro archiviazione, si traduce in consumi energetici elevati. E sono, in particolare, i Data Center – luoghi, per eccellenza, della conservazione dei dati – a consumare grandi quantitativi di energia elettrica.

In un articolo apparso su Global Energy Interconnection (GEI), pubblicazione scientifica legata all’Università di Hong Kong, si stima che, a livello globale, i data center diventeranno, da qui al 2025, i maggiori utenti del consumo energetico, con un rapporto che raggiungerà i 4,5% dei consumi mondiali.

Se dovessimo scomporre il quantitativo del consumo complessivo di energia di un Data Center di dimensioni standard – si legge nel documento – troveremmo che sono i suoi sistemi di raffreddamento, con il 37% dei consumi, a rappresentare la voce di maggiore costo per le aziende, a fronte del 50% di energia consumata da server, apparecchiature di archiviazione e apparecchiature di rete, del 10% dal sistema di distribuzione e, infine, del 3% dal sistema di illuminazione.

Consumi che – come rileva lo studio pubblicato lo scorso novembre dal titolo “Energy-efficient Cloud Computing Technologies and Policies for an Eco-friendly Cloud Market”, a cura della Commissione europea – sono destinati a crescere, sull’onda di una sempre maggiore diffusione del Cloud, raggiugendo, in Europa, il 3,2% dei consumi complessivi nel 2030.

Ma le percentuali appena citate non vanno solo a costituire costi e spese per le aziende. Ad esse corrispondono altrettante quantità e altrettante percentuali di anidride carbonica emesse dai Data Center nel mondo. Correlate, a loro volta, a temperature elevatissime – dovute al loro funzionamento intensivo – che devono essere opportunamente raffreddate per evitare che incidano sui cambiamenti climatici e sul surriscaldamento globale. Insomma, la questione relativa ai green data center per la sostenibilità ambientale si è fatta urgente.

Al punto tale che, proprio in tema di sostenibilità ambientale, i Governi dei Paesi membri dell’ONU, compresa l’Italia, hanno un compito importante, da portare a termine entro il 2030, e che rientra tra gli obiettivi definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, inclusi nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Si tratta dei Sustainable Development Goals (SDGs nell’acronimo inglese), diciassette in tutto, focalizzati su un’ampia gamma di questioni, tra cui il cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente, regolando le emissioni di CO2 e promuovendo lo sviluppo nelle energie rinnovabili.

Anche l’Accordo di Parigi – sottoscritto nel 2015 da tutti i Paesi dell’Unione Europea – impone l’impegno, da parte degli Stati membri – a ridurre le emissioni di CO2 (entro il 2050), oltre a raggiungere l’obiettivo di limitare l’aumento delle temperature medie globali a 1,5°C, necessario a ridurre del 50% le emissioni di gas serra già entro la fine di questo decennio.

Green Data Center e sostenibilità ambientale: le soluzioni finalizzate all’efficienza energetica

Nel paper a cura della Commissione europea, al quale si è fatto riferimento in precedenza, considerate anche le previsioni che vedono il volume globale di dati in continua e rapida crescita, viene sottolineato come un uso più intelligente delle tecnologie digitali sia fondamentale per garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’ONU e dall’Accordo di Parigi.

Ma che cosa si intende, in questo caso, per “uso più intelligente” delle tecnologie digitali, con riferimento alle tematiche relative a data center e sostenibilità ambientale?

Significa, innanzitutto, scegliere, per la propria azienda, infrastrutture e servizi rispettosi dell’ambiente, ispirati ai principi dell’efficienza energetica, vale a dire adottare tecnologie che prevedano, per i propri data center, sistemi di raffreddamento più performanti e il riutilizzo del calore; agevolare la transizione verso le energie rinnovabili e, in ultima analisi, costruire centri di dati in Paesi dal clima freddo. Lo scopo è chiaro: ridurre le emissioni di anidride carbonica, oltre al risparmio sui costi.

Diciamo che, nello specifico ambito IT, il cuore di ogni strategia aziendale tesa alla decarbonizzazione globale è racchiuso nel concetto di Green Computing (o Green IT / Green Data Center), disciplina che studia e progetta come rendere il settore ecologicamente sostenibile, con un duplice obiettivo: il raggiungimento di un tornaconto economico e di prestazioni tecnologiche elevate, rispettando, al contempo, le responsabilità dell’impresa nei confronti dell’ambiente.

Più nel dettaglio, il Green Computing si occupa dell’efficientamento, in termini di sostenibilità, di tutti gli elementi che ruotano intorno all’intero settore IT: la pratica, il design, la produzione, l’uso e la disposizione di computer, apparecchiature, server e dei loro sottosistemi.

Tornando alla progettazione di Data Center in Paesi dal clima freddo, sempre all’interno dell’articolo apparso sulla rivista GEI, viene evidenziato come i colossi del mondo ITC stiano realizzando quali sono, dal punto di vista del risparmio e della sostenibilità, i vantaggi propri di quelle aree della regione artica, in grado di offrire energia rinnovabile illimitata, aria fredda e livello di umidità ideale per apparecchiature come i data center.

Ricordiamo che, nel 2011, Google ha fatto costruire un data center a Hamina, in Finlandia, considerato tra i più avanzati ed efficienti dell’azienda a livello mondiale: per il processo di raffreddamento utilizza l’acqua di mare della Baia di Finlandia ed è alimentato al 100% da energia rinnovabile prodotta da un parco eolico onshore.

Green Data Center Elmec
Il Green Data Center di Elmec

Green Data Center al 100%: limitare le emissioni di CO2 attraverso l’accentramento e l’efficientamento delle tecnologie ICT

Lasciamo l’Artico e i Paesi dal clima freddo, per tornare in Italia e, più precisamente, a Brunello, in provincia di Varese, dove il Gruppo Elmec – Managed Service Provider di servizi e soluzioni IT – nel 2019 ha costruito il proprio Data Center, dando vita a una struttura inedita che, dal punto di vista della sostenibilità, risponde a due degli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile inclusi nell’Agenda 2030 dell’ONU, ovvero quello relativo al potenziamento della digitalizzazione dei tradizionali settori di produzione industriale, agricola e del settore logistico e quello relativo alla riduzione delle emissioni di CO2 attraverso l’accentramento e l’efficientamento delle tecnologie ICT.

Peculiarità assoluta di questo vero Green Data Center, il fatto di essere stato concepito e realizzato in ottica di energy saving e totalmente sostenibile. In che modo?

Durante la sua progettazione – partita dalla bonifica di una zona industriale estesa su 13000 metri quadri, prima destinata allo stoccaggio di amianto e rifiuti oleosi – è stata prestata particolare attenzione, in termini di sostenibilità, agli impianti elettrici e a quelli termici. Aspetti – questi – che, insieme, definiscono non soltanto l’efficienza di una struttura, ma soprattutto l’impatto che questa avrà sull’ambiente esterno.

In particolare, gli impianti elettrici del Green Data Center di Brunello sono stati realizzati ridondanti e fisicamente isolati. E tutte le componenti IT possiedono un duplice sistema di alimentazione e sono installate in conformità con l’architettura del sito.

Gli impianti termici, invece, sono stati progettati attraverso un sistema ridondato, che prevede tre modalità di raffreddamento in base alla temperatura esterna. Nel dettaglio, la soluzione adottata è quella a isole compartimentate – con separazione dei corridoi caldi e freddi – che permette di raggiungere (e di mantenere) un livello di efficienza energetica piuttosto elevato.

Inoltre, il suo impianto di illuminazione è a Led – il che significa totale assenza di inquinamento luminoso, in quanto il Led non satura l’ambiente – e la sua sostenibilità è stata facilitata attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici.

In tema di efficienza energetica, nei primi mesi di questo 2021, l’azienda ha acquistato energia rinnovabile sufficiente a soddisfare il 100% del consumo annuale di energia elettrica del Green Data Center, rendendolo, di fatto, un edificio sostenibile dal punto di vista ambientale e di efficienza energetica.

L’approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili, infatti, rappresenta un punto fondamentale dell’impegno verso la sostenibilità ambientale. E va ad unirsi alle iniziative messe in campo dall’azienda per la costruzione e la metodologia di mantenimento e di erogazione dei servizi di questo Green Data Center, la cui struttura ha ottenuto la certificazione TIER IV, ossia il massimo livello previsto dalla normativa ANSI/TIA 942-B-2017, che classifica un Data Center quale infrastruttura in grado evitare interruzioni dei servizi anche in presenza di guasti gravi, grazie a elevati livelli di ridondanza degli impianti.

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Paola Cozzi
Giornalista dal solido background acquisito lavorando presso i più prestigiosi Editori italiani | Ventidue anni di esperienza nello sviluppo di prodotti editoriali b2b, cartacei e digitali | Vent'anni alla direzione di una testata b2b in tema di Sicurezza anticrimine di tipo fisico | Attualmente si dedica al Giornalismo Digitale ed esplora nuove tecniche e nuovi stili di comunicazione
Articles: 106

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