Metaverso e blockchain: dai mondi virtuali 3D una nuova grande opportunità per l’universo crypto

L’annuncio di Meta da parte di Mark Zuckerberg ha creato un immediato boom delle quotazioni dei metaversi già presenti, tra cui quelli basati sulla blockchain, come Decentraland o The Sandbox. La collaborazione tecnologica tra metaverso e blockchain promette grandi opportunità di business nella creazione dei mondi virtuali 3D, capaci di attirare attivamente investitori e brand.

TAKEAWAY

  • Quando Mark Zuckerberg ha lanciato Meta, il mercato dei metaversi è letteralmente esploso, raggiungendo valori fino al giorno prima ben difficili da prevedere.
  • I metaversi basati sulla blockchain dimostrano caratteristiche e potenzialità uniche, che li rendono per molti aspetti molto più interessanti agli investitori rispetto ai metaversi gaming tradizionali.
  • I blockchain metaverse offrono nuove possibilità di business grazie a un’economia basata sulla compravendita delle proprietà (virtual real estate), sulla creazione degli asset, sul play-to-earn e sulla creazione di eventi virtuali.

L’annuncio a Web unificato di Mark Zuckerberg, che ha cambiato il cartello della sede sociale di Facebook, scrivendovi sopra Meta, ha generato una decisa impennata nelle quotazioni dei metaversi già esistenti, in particolar modo quelli basati sulla tecnologia blockchain. Metaverso e blockchain costituiscono, infatti, un connubio tecnologico capace di creare esperienze estremamente coinvolgenti, non soltanto sul piano del puro e semplice entertainment, ma soprattutto nel generare nuove occasioni di business.

Dopo l’annuncio di Meta, MANA, token di Decentraland e SAND, token di The Sandbox, due tra i principali blockchain metaverse, hanno più che raddoppiato la loro quotazione nel giro di poche ore, pur versando ancora in una fase evolutiva assolutamente primordiale.

In occasione dell’apertura della fase Alpha di The Sandbox, vediamo quali sono le principali caratteristiche di un blockchain metaverse e quali sono le ragioni per cui sono in moltissimi a scommettere che avranno un enorme successo nei prossimi anni, a cominciare dalla tecnologia su cui si basano [per approfondimenti, consigliamo la lettura della nostra guida alla blockchian, che spiega cos’è, come funziona, quali sono le applicazioni e le potenzialità – ndr].

Metaverso e blockchain: cosa sono e perché sono fatti l’uno per l’altra

Metaverso e blockchain non sono nati insieme. Anzi, a dire il vero, la blockchain è nata con obiettivi totalmente differenti e soltanto in un secondo momento si è aperta ai servizi, quelli che consentono di utilizzare i suoi principali elementi costitutivi per dare vita a nuovi modelli di business.

Abbiamo visto come il metaverso sia contraddistinto da molte versioni e da altrettante manifestazioni tecnologiche, che spaziano dagli ecosistemi multiplayer fino ai social VR, producendo molte esperienze differenti, contraddistinte peraltro da un’ampia forbice per quanto riguarda la maturità tecnologica delle soluzioni.

Certo, per ora non si tratta di numeri in alcun modo paragonabili, le community di Fortnite e Roblox vantano decine di milioni di utenti al mese, le community di Decentraland e The Sandbox, i due blockchain metaverse più popolari, viaggiano attualmente nell’ordine di alcune decine di migliaia di lander.

Le potenzialità di questi ultimi appaiono tuttavia molto più intriganti, in quanto consentono di fare letteralmente ciò che si vuole all’interno del mondo virtuale, di rivivere pertanto le emozioni di Second Life in un contesto tecnologico molto più evoluto, finalmente pronto per arrivare laddove la creazione di Linden Lab era riuscita soltanto in parte. Second Life peraltro esiste ancora, nel suo ambiente virtuale un po’ demodè, ben lontano dai suoi fasti originali, quando nel 2008 addirittura diversi Stati vi aprirono le loro ambasciate virtuali.

Se un metaverso gaming come Roblox unisce sapientemente le dinamiche multiplayer con la possibilità di creare contenuti da parte degli utenti, un blockchain metaverse come The Sandbox consente di andare ben oltre, consentendo ai partecipanti di possedere delle proprietà, in maniera del tutto simile al mondo reale, laddove avviare delle vere e proprie iniziative imprenditoriali. In altri termini, il metaverso sfrutta la tecnologia blockchain per creare vari modi con cui monetizzare l’esperienza, seguendo dinamiche simili a quelle del mondo reale, pur in un contesto fantasy distopico.

Il blockchain metaverse appartiene, infatti, a quella tipologia di metaverso che non unisce mondo reale e virtuale, ma ne crea uno del tutto alternativo, dotato di regole e ambienti 3D del tutto proprietari, che consentono un’esperienza digitale molto evasiva.

Funzionamento del metaverso e blockchain di Ethereum, la tecnologia del mondo virtuale

Metaverso e blockchain creano un nesso tecnologico basato su vari aspetti riconducibili alla creazione della catena di valore su un sistema pienamente decentralizzato. Gli aspetti della blockchain che consentono di abilitare un metaverso sono, infatti, quelli descritti di seguito.

Criptovaluta

Gli scambi economici avvengono mediante un token proprietario, acquistabile utilizzando i servizi di un exchange come Binance o Crypto.com, che consentono di fatto un cambio tra la valuta reale e la criptovaluta.

Tutte le transazioni avvengono soltanto utilizzando la criptovaluta proprietaria di ciascun metaverso.Essendo basata su un registro decentralizzato, la criptovaluta non è soggetta al controllo diretto delle banche centrali, a differenza di quanto accade nel caso delle valute di stato, come il dollaro o l’euro.

Chiunque può comprare o vendere e l’accordo non è mediato da alcun terzo fiduciario, essendo la stessa blockchain pubblica l’elemento trusted che regola la transazione. Il mercato delle criptovalute è caratterizzato da oscillazioni molto elevate, ma ormai da tempo hanno assunto un trend di crescita molto accentuato, che le rende estremamente interessanti ai fini speculativi.

Risorse limitate

Sia le terre che la moneta del metaverso sono limitate nelle quantità, sulla base di valori predeterminati, il che consente di innescare il fenomeno della rarità che consente nel tempo di compensare l’inflazione e di aumentare il valore delle risorse stesse in funzione dell’incremento della domanda.

Le terre sono rivendibili come NFT, mentre la criptovaluta, non essendo soggetta ad aumenti, mantiene il proprio valore diventando frazionabile. In altri termini, se oggi un SAND (token di The Sandbox) consente l’acquisto di una terra, tra un anno, se il valore di questa terra non dovesse variare, sarà ad esempio sufficiente 0,25 SAND, nel caso in cui il valore del SAND fosse nel frattempo aumentato di quattro volte in relazione al dollaro.

Registro decentralizzato

Il funzionamento di una blockchain come Ethereum si basa su una serie di nodi. Ciascun nodo conserva una copia del registro distribuito che contiene tutte le transazioni effettuate da una determinata applicazione, come nel caso di un metaverso basato sulla sua tecnologia. Il registro è basato su una sequenza di blocchi non modificabili, in quanto ogni tentativo di alterazione andrebbe a variare il codice crittografico che lega un blocco con quello successivo, invalidando di fatto tutta la blockchain (catena di blocchi).

Tale aspetto genera automaticamente fiducia nei confronti di un utente, in quanto sa che le sue transazioni sono al sicuro grazie a una tecnologia che sicura lo è per design. Al tempo stesso, il metaverso basato sulla blockchain appartiene ai suoi utenti, non a un’unica società, come avviene nel caso di Meta, Fortnite o Roblox.

Anche se rimane gestito da una fondazione super partes, che detiene la proprietà del marchio e una quota minoritaria dei possedimenti, una realtà come The Sandbox è puramente soggetta al libero mercato, dove chiunque può acquistare e vendere le risorse che possiede al suo interno. In questo contesto, nessuno può rilevare o acquisire in toto The Sandbox, anche se il suo valore di capitalizzazione è assolutamente trasparente.

Chiunque può invece acquistare le proprietà ivi contenute o, alla peggio, per quanto improbabile, la sua fondazione, ma ciò non gli darebbe comunque diritto di esercitare un potere decisionale assoluto, per il semplice fatto che non vi è una forma di governo centralizzata, il classico consiglio di amministrazione, per capirci. La fondazione si limita a un’azione di supervisione, ma tutte le decisioni sul funzionamento del metaverso sono assunte in maniera democratica da tutti i proprietari, in quella che possiamo immaginare come una sorta di grande riunione di condominio.

Smart contract

Tutte le transazioni sono regolate dagli smart contract. Dalle attività di compravendita, agli accordi commerciali, alle scritture private, tutto passa per la scrittura di un contratto informatico la cui natura è assolutamente non modificale e condizionata nel tempo alle regole stabilite nel contratto stesso.

Tale aspetto, oltre a garantire equità e sicurezza tra le parti in causa, consente di implementare nuove opportunità di business in maniera assolutamente creativa. Uno smart contract può, infatti, regolare non soltanto aspetti di natura economica, ma sbloccare, ad esempio, determinate feature in funzione di obiettivi intermedi opportunamente prefissati.

Una blockchain, infiniti metaversi

I metaversi fondati sulla blockchain utilizzano gli ecosistemi delle principali blockchain pubbliche, che contengono tutte le tecnologie necessarie per sviluppare quella che di fatto è una nuova applicazione della blockchain stessa. È il motivo per cui la blockchain di Ethereum è diventata la base di riferimento per decine di metaversi, oltre a costituire da tempo la base tecnologica per un’enorme varietà di applicazioni, che vanno dall’ambito finanziario al real estate.

Mentre Decentraland e The Sandbox sono basati sulla blockchain di Ethereum, altri metaversi, con un’impronta funzionale molto più orientata al gaming che non alla costruzione di un mondo virtuale social, sono basati su Solana: è il caso di Star Atlas, uno dei progetti più interessanti attualmente in fase di sviluppo.

Nei prossimi anni assisteremo alla nascita di migliaia di metaversi sulla blockchain, il che avrà importanti ripercussioni sullo sviluppo di una delle principali tecnologie emergenti. Le funzioni create per il metaverso potranno infatti costituire un caso studio facilmente adattabile per altri contesti applicativi. Allo stesso modo, i crescenti investimenti sui metaversi consentiranno di rendere sempre più solida la base economica e finanziaria fondata sui sistemi decentralizzati.

Il mondo virtuale e l’economia reale tra NFT e criptovalute

In tema di metaverso e blockchain, ciò che consente di monetizzare in un blockchain metaverse sono gli NFT, ossia i token non fungibili, che rendono univoca una risorsa digitale, ne determinano un valore di mercato e ne consentono una transazione, la cui moneta è la criptovaluta proprietaria del metaverso, nella sua natura di token fungibile.

Per chi non fosse ancora esperto delle dinamiche cripto, si tratta di una distinzione molto semplice, che riepiloghiamo in maniera sintetica, in modo da affrontare con una maggior consapevolezza gli esempi che seguiranno.

Token fungibile

È il caso della criptovaluta. Un bitcoin vale sempre un bitcoin, così come un euro vale sempre un euro. La singola moneta può essere dunque scambiata in qualsiasi circostanza, ma vale quanto tutte le altre monete da un euro. La risorsa non è univoca.

Token non fungibile (NFT)

La risorsa è univoca e non riconducibile ad altre risorse fisiche o digitali, grazie alle sue caratteristiche distintive. Un token non fungibile è, ad esempio, costituito da un’opera d’arte, così come da una proprietà immobiliare. Gli NFT hanno avuto un ruolo fondamentale nell’abilitare il mercato delle risorse digitali, che altrimenti sarebbero state riproducibili senza la possibilità di riconoscerne la proprietà effettiva.

Per quanto il suo regolamento sia fondato su una blockchain, essendo di fatto uno smart contract, un NFT non si lega strettamente ad una criptovaluta. È infatti frequente vedere transazioni ibride, come le aste d’arte, in cui è possibile partecipare anche con valuta tradizionale. Il mercato degli NFT è gestito da appositi marketplace, che utilizzano il registro distribuito della blockchain per conservare tutte le transazioni, riconoscendo di conseguenza le eventuali royalty ai creatori originali degli NFT, o di chiunque, per via di accordi pregressi, possa vantare qualche diritto economico sui token.

L’economia del metaverso basato sulla tecnologia blockchain: dal virtual real estate agli asset 3D del mondo virtuale

Un blockchain metaverse come The Sandbox basa il proprio successo sulla partecipazione ed è dotato di un sistema economico autonomo e indipendente, che consente di monetizzare concretamente nei seguenti modi.

Virtual Real Estate

La risorsa principale di un blockchain metaverse è costituito dalla terra, una proprietà immobiliare che consente di dare luogo e forma alle proprie attività virtuali. Nel caso di The Sandbox, l’attribuzione delle terre è stata rilasciata attraverso una serie di round, laddove in singoli appezzamenti sono stati venduti al primo offerente.

Anche se The Sandbox sta iniziando soltanto ora a far funzionare il proprio mondo virtuale, le terre sono già tutte vendute a terzi, mentre la fondazione che fa capo al metaverso ha mantenuto una serie di proprietà, che potrà utilizzare per le proprie attività o vendere successivamente.

Il mercato immobiliare di The Sandbox rispecchia pienamente le logiche di funzionamento tipiche del real estate. Vi sono infatti zone in cui le proprietà valgono più che altrove e la disponibilità di terre più ampie costituisce un valore aggiunto rispetto a situazioni molto frazionate. Un possedimento collocato in prossimità di una importante attività economica farà crescere il suo valore, creando dei veri e propri distretti attrattivi, in cui tutti vorranno essere presenti.

Le proprietà di The Sandbox sono degli NFT scambiabili sulla piattaforma di OpenSea. Per intraprendere un’attività su The Sandbox è indispensabile essere proprietari di una terra o affittarne una. La proprietà di una terra consente inoltre di partecipare alle attività di governance del metaverso.

Il crescente valore economico dei metaversi e gli investimenti effettuati dai brand attratti dal pubblico presente creano le condizioni ideali per l’investimento, a prescindere dalla volontà o meno di partecipare attivamente alle attività del metaverso stesso. Chiunque sia dotato di denaro da investire può infatti acquistare una serie di proprietà e affittarle a terzi per determinati periodi, esattamente come avviene nel caso del real estate tradizionale. Alcuni fondi di investimento hanno già acquistato proprietà su Decentraland per svariati milioni di dollari ed il trend pare destinato a coinvolgere un numero di attori sempre maggiore nel mercato del virtual real estate.

Le fasi di lancio di un metaverso sono quelle in cui è possibile aggiudicarsi le proprietà a condizioni più vantaggiose, anche se la competizione non manca. I round di offerta iniziali di The Sandbox sono infatti stati polverizzati nel giro di pochi minuti. Rimediare successivamente non è un problema, in quanto le compravendite degli NFT sono sempre aperte. Bisogna essere attenti e saper sfruttare bene le occasioni che si presentano sul mercato, esattamente come accade nel mondo reale.

3D Asset Market

Come tutti i mondi virtuali che si rispettino, essi vanno popolati da avatar, costruzioni, veicoli e oggetti di qualsiasi natura, senza limiti a livello creatività. Queste risorse, che in gergo vengono definite asset, devono essere necessariamente create e costituiscono un motore essenziale per l’economia del metaverso.

Grazie agli strumenti creativi messi a disposizione da The Sandbox, chiunque può di fatto avviare una realtà imprenditoriale basata sulla creazione di asset che vengono venduti come NFT all’interno di un apposito marketplace. Posso decidere di specializzarmi nella creazione di veicoli, di abbigliamento, di costruzioni, di giochi e di qualsiasi altra risorsa tridimensionale possa dare forma al mondo virtuale del metaverso.

Attualmente The Sandbox consente, ad esempio, di creare giochi, grazie a un game editor proprietario; oggetti, grazie all’editor 3D VoxEdit, oltre a consentire di personalizzare gli avatar grazie ad un articolato sistema di attributi. Il mercato basato sulla personalizzazione è infatti essenziale per distinguere le identità virtuali all’interno del metaverso e costituisce un motore economico fondamentale sin dai tempi di Second Life.

Ogni metaverso ha ovviamente il proprio stile creativo. I mondi virtuali distopici, come nel caso dei metaversi blockchain, anche per ragioni computazioni sono caratterizzati da una resa non fotorealistica. The Sandbox riprende ad esempio quel look in voxel art (versione volumetrica 3D della pixel art tradizionale) che ha reso inconfondibile l’immagine di Minecraft.

Play to Earn

Oltre a investire in proprietà e a creare risorse 3D, nel metaverso blockchain è possibile guadagnare semplicemente giocando, a patto di avere a disposizione parecchio tempo ed essere costanti nella propria attività, dal momento che è l’unico modo per raggiungere tutti gli obiettivi previsti per sbloccare le ricompense più importanti.

Esistono varie dinamiche nel play-to-earn, ma concettualmente si basano tutte nel compiere determinate operazioni all’interno del mondo virtuale, entro un determinato periodo di tempo. Se si riesce a raggiungere con successo questi obiettivi, si ottengono delle ricompense in NFT o in criptovaluta, che corrispondono quindi a un effettivo valore economico.

Il play to earn è indispensabile per attirare nel metaverso un numero di utenti sempre più elevato, ai fini di renderlo sempre più interessante agli occhi degli sponsor intenzionati a entrare come proprietari o come semplici attori di marketing.

Eventi virtuali

All’interno delle proprietà del metaverso è possibile creare eventi, come concerti virtuali, oppure giochi, parchi tematici ed altre attività capaci di generare un flusso economico, sia per quanto concerne le risorse necessarie per crearle, sia per il profitto generato dalla partecipazione all’esperienza dagli altri abitanti del metaverso.

In un mondo virtuale in 3D dove è di fatto possibile creare qualsiasi cosa, gli event planner avranno di che sbizzarrirsi, così come artisti e brand di prodotto potranno sfruttare ogni occasione possibile per coinvolgere il proprio pubblico di riferimento.

Branding & Marketing

I brand oltre a partecipare in qualità di sponsor, possono decidere di investire nell’acquisto delle proprietà, laddove dare forma ad attrattive e negozi virtuali. Nel metaverso di The Sandbox sono infatti presenti importanti brand, appartenente ad ambiti di business totalmente differenti. Ritroviamo un nome di culto nell’industria dell’entertainment come Atari, un fashion brand come Adidas, un rapper come Snoop Dogg o franchise come The Walking Dead o i Puffi. Molti marchi sono presenti, molti altri si aggiungeranno a partire dalle prossime settimane.

Ognuno di essi implementerà esperienze diverse, accomunate dall’intento di coinvolgere il loro pubblico di riferimento. L’opportunità di business è chiaramente duplice, in quanto consente sia di generare profitti all’interno del metaverso che di costituire un importante veicolo promozionale per le attività che i brand esercitano tradizionalmente nel mondo reale.

Governance

Un aspetto particolare del blockchain metaverse è costituito dalla sua governance. Non essendoci un unico proprietario in grado di accentrare le decisioni, come avviene nel caso di Meta, Epic Games (Fornite) o Roblox, sono i singoli proprietari degli NFT che compongono il metaverso a doversi fare carico dei processi decisionali.

Per rendere il concetto, il metaverso real estate basato sulla blockchain è come un enorme condominio virtuale, in cui si partecipa secondo le proprie quote millesimali, che in ambito blockchain sono espresse in altri termini, ma la cui logica di funzionamento si presenta piuttosto simile.

Tale dinamica potrebbe essere al tempo stesso la base di una vera e propria attività politica, capace di innescare dinamiche, ad oggi, del tutto inedite nell’ambito dei mondi virtuali, una realtà affascinante, per quanto non esente da rischi, e ancora tutta da creare, oltre che da scoprire.

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Francesco La Trofa
Da vent’anni attivo nella ricerca relativa alle tecnologie 3D, divulgatore sul tema delle applicazioni enterprise di tali tecnologie e autore di “VR Developer. Il creatore di contenuti in realtà virtuale ed aumentata” (2018), edito da Franco Angeli (vrdeveloper.info). Scrive di IT anche per il portale https://www.sergentelorusso.it/
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