Sostenibilità nelle PMI: cresce l’attenzione ESG nelle Piccole Medie Imprese

Sono sempre di più le PMI che denotano attenzione ai temi Environmental, Social e Governance. Lo rilevano i dati del primo database ESG sulle società quotate in Borsa.

TAKEAWAY

  • Il 22% delle società campione quotate nel mercato azionario dedicato alle Piccole Medie imprese rendiconta la sostenibilità. È notevole la crescita rispetto al 2020: +54%. Lo evidenzia il primo database ESG sul segmento Euronext Growth Milan.
  • L’interesse per i temi ESG è sempre più vasto: oggi, nel mondo, il valore dei portafogli gestiti secondo i principi di investimento sostenibili supera i 120mila miliardi di dollari, con quasi 5mila firmatari dei principi di investimenti sostenibili.
  • Dalla gestione dei rifiuti all’installazione di impianti energetici rinnovabili, fino alla tutela e valorizzazione dei propri lavoratori, sono molti i temi ESG attuati dalle PMI. Esse evidenziano una decisione su base volontaria di rendicontare le proprie scelte sostenibili. Si nota anche una certa consapevolezza riguardo ai 17 Goal dell’Agenda 2030.

Cresce la sostenibilità nelle PMI. Lo mostrano i risultati emersi dal primo database ESG, volto ad indagare le pratiche sostenibili delle società quotate sul segmento Euronext Growth Milan (EGM, ex AIM) di Borsa Italiana.

Dai risultati di questa analisi emerge che il 22% delle società quotate oggi su EGM (mercato dedicato alle Piccole Medie Imprese), rendiconta la sostenibilità. È una quota migliorabile, ma l’elemento importante è la crescita del +54% delle società campione che fanno rendicontazione ESG rispetto al 2020.

La sostenibilità, quindi, sta ormai entrando in tutte le tematiche di finanza evolute, dai governi fino alle Piccole Medie Imprese, con l’obiettivo di creare un valore nel medio lungo termine.

Investimenti sostenibili: un interesse che supera i 120mila miliardi di $

«La finanza sta svolgendo un ruolo sempre più rilevante nella transizione sostenibile e sta indirizzando flussi ingenti di capitale proprio verso le attività maggiormente orientate alla strategia di sostenibilità nel medio lungo termine. E questo perché le società che investono in ambito governance e in obiettivi sociali gestiscono meglio i propri rischi» ha affermato Anna Lambiase, CEO e founder di IR Top Consulting, che ha presentato il database ESG in occasione della terza edizione degli ESG Day.

La sostenibilità nelle PMI è il risultato di una più ampia attenzione che le imprese, di ogni dimensione, mostrano nei confronti delle tematiche green, ma anche social e di governance.

Lo ha messo in rilievo Patrizia Celia, Head of Large Caps, Investment Vehicles & Market Intelligence di Borsa Italiana: «il valore dei portafogli gestiti secondo principi di investimento sostenibili oggi supera i 120mila miliardi di dollari. E sono quasi cinquemila i firmatari dei principi di investimenti sostenibili. La crescita, vertiginosa, ha inizio nel 2006, ma negli ultimi tre anni, sostanzialmente, si è assistito a un incremento sempre più importante. E questi numeri non riguardano solamente i mercati internazionali: in realtà questo fenomeno già riguarda il mercato italiano».

Guardando alle società più grandi, il 95% del valore di mercato detenuto dai primi 30 investitori dell’indice Ftse Mib è attribuibile a firmatari UN-PRI (United Nations Principles for Responsible Investment) che hanno dichiarato di gestire i propri portafogli secondo principi di investimenti sostenibili.

Inoltre, sono più di 450 i fondi che dichiarano di gestire il proprio portafoglio secondo strategie esclusivamente basate su criteri di investimenti sostenibili e integrando completamente le dinamiche ESG all’interno dei loro modelli di investimento.

A ulteriore conferma di questa vocazione ai temi della sostenibilità e della corporate responsability, va aggiunto anche un altro dato: il 97% del valore di mercato detenuto dai primi 30 investitori in azioni FTSE Italia Mid Cap è attribuibile ai firmatari dell’UN-PRI; oltre 110 fondi operano esclusivamente con strategie di investimento ESG.

Sostenibilità nelle PMI: cosa emerge dalla ricerca

Si arriva così a quanto emerge dall’osservatorio EGM. Si tratta di uno screening di tutto il mercato Euronext Growth Milan che, al 30 giugno 2022, contava 179 aziende, giunte oggi (26 luglio 2022) già a 181. E il numero è destinato a crescere nei prossimi mesi.

La tendenza più importante, come si ricordava prima, è certamente una crescita importante della sensibilità verso tutte le tematiche della sostenibilità nelle PMI.

«Oggi il 22% delle società EGM rendiconta sostenibilità con un’importante crescita rispetto all’anno scorso (+54%). La maggior parte di queste aziende che rendicontano ESG in realtà lo fanno in modo totalmente volontario» specifica Floriana Vitale, senior manager IR Top Consulting.

Innanzitutto, con quale documento si rendiconta la sostenibilità? La maggioranza delle aziende campione (40 società quotate su 179) lo fa mediante un bilancio di sostenibilità (52%). Seguono altre tipologie di documenti ESG: dichiarazione non finanziaria (14%), report di sostenibilità (12%); report integrato (7%), bilancio sociale (2%). Il 10% utilizza la relazione d’impatto, documento collegato allo status di società benefit.

Qual è la natura di questa rendicontazione? Qui si nota un aspetto particolarmente importante: il 71% delle società che hanno rendicontato ESG ha redatto il bilancio di sostenibilità in forma volontaria. La quota, già alta, è cresciuta ulteriormente rispetto al 2020 (era il 61%). Il restante 28% delle PMI analizzate rientra nella casistica di pubblicazione obbligatoria della reportistica, come richiesto dal Dlgs 254/2016.

La stragrande maggioranza delle aziende campione (82%) rendiconta attraverso GRI standard. Si tratta degli standard più utilizzati al mondo per la rendicontazione della sostenibilità.

I fattori ESG più presenti nelle Piccole Medie Imprese

Su cosa si concentra l’interesse della sostenibilità nelle PMI? Quali sono le azioni ESG su cui si concentra l’interesse delle aziende?

Dal punto di vista “ambiente”, le variabili maggiormente monitorate riguardano la gestione dei rifiuti, l’utilizzo responsabile delle risorse, ma anche la gestione delle risorse idriche, la riduzione dei consumi energetici e il monitoraggio delle emissioni di gas serra, la produzione di energia da fonti rinnovabili e i progetti di economia circolare o di monitoraggio della carbon footprint.

In termini social, l’elemento più importante è legato ai dipendenti: da qui l’interesse per le politiche di valorizzazione e di formazione, oltre a una grande attenzione per lo smart working, per i sistemi di gestione di salute e sicurezza sul lavoro, la collaborazione con le comunità locali e le partnership anche con enti formativi. Nell’era post covid, è aumentato l’interesse verso temi quali il work life balance e il welfare aziendale.

La governance è un aspetto inderogabile, dato che si parla di società quotate. «Tuttavia ci sono attività che le società fanno, anche se in modo del tutto volontario rispetto a quanto richiesto da Borsa Italiana e Consob: si tratta di aspetti riguardanti sistemi di certificazione aziendale piuttosto che di processo e di prodotto, procedure whistleblowing, l’inserimento di organi di vigilanza e l’istituzione di comitati di governance» illustra Vitale.

Un’altra nota lieta riguarda l’attenzione all’etica: ben l’85% delle società oggi quotate su EGM adotta il codice etico, il 78% adotta il Modello Organizzativo 231, il 49% adotta modelli di risk management interno, il 26% conta sulla presenza interna di comitati ESG e infine l’11% segue modelli anticorruzione.

Sostenibilità nelle PMI: Agenda 2030 e sviluppo sostenibile in azienda

Un elemento di novità rispetto all’anno scorso è l’inserimento all’interno dei rendiconti degli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’Agenda 2030: «le società hanno sostanzialmente preso consapevolezza dell’impatto che la propria attività può avere anche su obiettivi di sviluppo a livello internazionale» rileva la manager IR Top Consulting.

Rispetto ai 17 Goal, quelli più “gettonati” risultano essere: Obiettivo 4 (Istruzione di qualità), 5 (Parità di genere), 7 (Energia pulita e accessibile), 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica) e 12 (Consumo e produzione responsabili).

A conclusione dell’analisi, si delineano tre evidenze importanti: i temi della sostenibilità nelle PMI e il monitoraggio delle variabili ESG sono sempre più sotto l’attenzione delle Piccole Medie Imprese.

Aumenta anche l’adozione di modelli di governance aziendali, con l’obiettivo di un sistema di gestione aziendale trasparente. Cresce il numero di PMI che incorpora gli SDG all’interno della rendicontazione.

Due, invece, sono le aree di miglioramento: la necessità che il tema tema ESG sia parte integrante del DNA aziendale e che la visione progettuale sia in grado di integrare obiettivi SDG o ESG anche nelle strategie aziendali generali e, più in generale, nel processo di creazione di valore.

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Andrea Ballocchi

Giornalista specializzato in tecnologia, focalizzato su temi che riguardano l'Internet of Things e le tecnologie emergenti che hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana e su quella futura. Oltre alla tecnologia si occupa anche di temi legati alla sostenibilità ambientale e non solo (edilizia, architettura, design...)

Articoli: 96

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