3DEXPERIENCE World 2022: potere ai maker e all’immaginazione in 3D

3DEXPERIENCE World 2022, principale evento corporate di Dassault Systèmes, ha mostrato un’ampia rassegna di tecnologie e casi studio di avanguardia nell’ambito dello sviluppo di prodotto. La parola d’ordine è immaginazione, per andare oltre la pura conoscenza e dare forma alla vera innovazione.

TAKEAWAY

  • 3DEXPERIENCE World 2022 ha dimostrato l’impegno di Dassault Systèmes nel supportare una nuova generazione di inventori, dando ampia visibilità ai maker, alle startu-up innovative e ai design studio di tutto il mondo.
  • Gli orizzonti dello sviluppo prodotto sono sempre più orientati all’inclusione e alla sostenibilità, con iniziative concrete destinate ad ampliare la base utenti delle soluzioni di 3DExperience Works per formare una nuova generazione di designer.
  • Dal punto di vista tecnologico, si conferma la tendenza a sviluppare e distribuire un ecosistema di applicativi 3D basati sul cloud. Solidworks e i software che compongono il portfolio di 3DEXPERIENCE Works sfruttano la stessa base di dati per garantire soluzioni pratiche e interconnesse per tutte le linee di business aziendali.

Come ogni anno, 3DEXPERIENCE World si è confermato un appuntamento che nessun appassionato nell’ambito dell’innovazione e dello sviluppo prodotto dovrebbe lasciarsi sfuggire, per via della sua capacità di portare riflessioni sui temi più attuali e di offrire una rassegna di molti casi studio concreti, firmati da grandi aziende enterprise e promettenti start-up.

Il principale evento corporate di Dassault Systèmes, originariamente programmato ad Atlanta, si è tenuto in modalità esclusivamente virtuale per via dell’ennesima recrudescenza della pandemia, che ha dirottato online tutti gli eventi originariamente previsti in forma ibrida, rendendoli peraltro accessibili gratuitamente a tutti.

Vediamo una rassegna di alcuni tra gli elementi più significativi emersi dalla tre giorni dell’evento, funzionale a un’ampia platea di pubblico, a prescindere dal fatto di utilizzare o meno Solidworks e gli altri applicativi della software house francese.

3DEXPERIENCE World, potere all’immaginazione e agli innovation hub

Il 3DEXPERIENCE World 2021 si è aperto con un divertente video di repertorio, avente quale protagonista i principali hub tecnologici dell’area di Boston, in cui Gian Paolo Bassi, allora CEO di Solidworks, va a curiosare cosa succede, scambiando alcune battute con i residenti di una rete di laboratori tra i più innovativi al mondo. Anche senza poter essere lì con loro, le immagini evocano un’atmosfera davvero unica, in cui una visual identity inevitabilmente “fresh” fa il paio con il fascino hardcore delle workstation, il piacevole ronzio delle stampanti 3D e delle altre macchine necessarie per realizzare i prototipi più innovativi.

Dopo una rapida tappa nel 3DEXPERIENCE Lab, Gian Paolo Bassi, da pochi giorni in forza a 3DEXPERIENCE Works portfolio in qualità di vicepresidente esecutivo, ricompare in studio per aprire l’evento corporate 2022 di Dassault Systèmes con una citazione di Albert Enstein: «L’immaginazione è più importante della conoscenza, perché la conoscenza si limita a ciò che è già noto, mentre l’immaginazione non ha alcun limite». Bassi precisa come l’immaginazione sia lo stato tra le idee e l’azione, dove avviene la vera innovazione, quella che aiuta a risolvere i grandi problemi.

È un’immagine diversa rispetto alla Dassault che conoscevamo fino a qualche anno fa, quando le sue soluzioni leader di mercato, come CATIA e Solidworks venivano associati prevalentemente al contesto dell’industria tradizionale, in cui è fortemente radicata da generazioni. Già lo scorso anno, con la prima edizione di 3DEXPERIENCE World successiva alla pandemia, questa rinnovata voglia di immaginare, sostenuta dalla disponibilità in cloud delle applicazioni 3D che costituiscono l’immenso portfolio di 3DEXPERIENCE Works hanno portato Dassault Systèmes a ripensare la propria strategia, cercando di ampliare e democratizzare la base degli utenti.

Una nuova generazione di inventori, liberi di immaginare

La volontà di «ridurre le barriere di accesso alla scienza e alla tecnologia» porta il pubblico di Solidworks e dei suoi fratelli negli uffici della grande azienda e nei laboratori della piccola start-up, valorizzando la figura dell’inventore, di colui che propone realmente soluzioni innovative, ancor prima di pensare ai fatturati con molti zeri.

È il caso di NASKA, che ha presentato RockFarm, un innovativo muro a blocchi capace di mineralizzare l’anidride carbonica per mitigare l’effetto delle emissioni, grazie all’azione rigenerante di un sistema robotico che sostituisce costantemente la polvere assorbente o di Exovolar, capace di industrializzare un esoscheletro volante grazie a due propulsori collocati ai piedi dell’utente rendendo di fatto possibile qualcosa che finora avevamo visto solo nei film. In questo affascinante dispositivo confluisce un simposio di tecnologie digitali non indifferente, dal 3D generative design, indispensabile per ottimizzare la struttura e renderla il più possibile leggera e adatta al volo, alla simulazione avanzata dei fluidi dei propulsori. Una simile applicazione, basata su una tecnologia piuttosto differente è stata presentata da Gravity Industries.

3DEXPERIENCE World 2021, nelle sessioni generali e centinaia di eventi singoli, ha presentato decine di casi studio fortemente innovativi, da Dexai, che ha immaginato un sistema da cucina integrato, capace di cuocere i cibi così come di lavare le stoviglie, a Kolibri, che sta sviluppando metodi per la terapia genica più efficienti e soprattutto molto meno costosi rispetto a quelli tradizionali.

Accanto alle aziende, si assiste all’azione innovativa dei design studio, capaci di supportare end-to-end qualsiasi realtà nell’ambito dello sviluppo di un prodotto, dall’idea iniziale all’ingegnerizzazione necessaria per produrlo serialmente. È il caso di realtà come Mistywest o Center of Advanced Design, maker di altissimo livello, capaci di individuare le tecnologie necessarie per risolvere qualsiasi problema di design industriale.

Dal discorso innovazione non sono ovviamente escluse le grandi realtà industriali, che vantano la potenza di fuoco necessaria per immaginare nuove soluzioni in ambiti fondamentali come quello della sanità, che richiedono enormi investimenti. È il caso di GE Healthcare, divisione specifica di General Electric che, grazie a un approccio al design che integra nativamente la simulazione 3D avanzata, sviluppa strumenti ospedalieri capaci di ottenere risultati importanti sulla salute delle persone con tecniche sempre meno invasive.

Lo spirito maker per progetti sempre più inclusivi

La volontà di immaginare dal basso il presente e il futuro del design è volta anche a rendere più inclusivi i processi di design, per coinvolgere soprattutto i ragazzi più svantaggiati, coloro che, contando soltanto sulle forze del contesto in cui vivono, ben difficilmente avrebbero la possibilità di formarsi e diventare dei designer di successo nelle prossime generazioni.

Tale posizione è stata enfatizzata in vari talk e, in particolare, da uno dei principali influencer chiamati in causa nelle sessioni generali: Hakeem Oluseyi, astrofisico con un passato alla NASA, attualmente attivo come educatore e divulgatore. Forte della propria esperienza personale, Oluseyi ha posto l’accento sul fondamentale ruolo nella mentorship per sostenere i giovani meno fortunati e poter capitalizzare le loro grandissime motivazioni, in primis per risolvere i problemi concreti delle realtà in cui vivono.

Notevole attenzione è stata al tempo stesso rivolta alla continuità del progetto Women in Engineering, che si pone quale obiettivo quello di avvicinare il pubblico femminile alle materie STEM. Il panel Workforce of the Future ha visto, inoltre, un interessante confronto tra varie figure impegnate a mettere a punto una soluzione all’impressionante skill gap che si prospetta nei prossimi anni nei confronti delle professioni tecnologiche.

Le aziende impegnate nella trasformazione digitale richiederanno sempre più competenze, che non sarà semplice reperire in termini di forza lavoro. Tra le varie previsioni di scenario, la robotica e l’automazione saranno chiamate a giocare una voce in capitolo molto importante per sopperire alla carenza di risorse umane, ma è al tempo stesso indispensabile sostenere progetti di formazione inclusivi per avvicinare sempre di più i giovani e le donne alla formazione tecnico-scientifica. Altrettanto fondamentale sarà il ruolo, sempre nell’ambito della formazione, riservato all’upskilling di chi si ritrova a vivere un ricambio generazionale.

Schermata del software di progettazione 3D Solidworks, al centro di 3DEXPERIENCE World 2022 (Credit: Dassault Systèmes).
Solidworks si conferma uno dei software 3D per la progettazione più diffusi al mondo (Credit: Dassault Systèmes).

La next generation: innovazione e sostenibilità

Forte di una community formata da oltre sei milioni di utilizzatori, Dassault Systèmes punta a un coinvolgimento sempre più ampio, capace di attrarre anche le scuole e le università, a cui sono dedicate soluzioni a prezzi decisamente accessibili. Anche le piccole realtà – e, in particolare, i maker – possono accedere alla suite 3DEXPERIENCE Works per poche decine di dollari all’anno, a condizione di non superare determinati limiti di fatturato.

La variazione della politica commerciale di Dassault Systèmes rende oggi accessibili una serie di software che fino a poco tempo fa costavano decine di migliaia di dollari all’anno. Gli studenti e i giovani professionisti di oggi costituiscono la base progettuale della prossima generazione, che sarà chiamata a risolvere sfide sempre più importanti.

Il fatto che le nuove leve conoscano e utilizzino soluzioni come Solidworks garantisce a Dassault quella continuità di presenza sul mercato nel medio e lungo termine che sarebbe altrimenti a rischio, soprattutto a fronte della politica aggressiva dei suoi competitor e della crescita di importanti progetti open source nell’ambito del software 3D.

Per migliorare le competenze della propria base utenti, Dassault spinge molto nella direzione delle certificazioni ufficiali, che attualmente vedono iscritti circa 600.000 utenti, oltre a sostenere programmi come il 3DEXPERIENCE for Good, per incoraggiare la progettazione di soluzioni capaci di risolve grandi problemi con un approccio sostenibile.

I risultati della più recente edizione sono stati presentati a 3DEXPERIENCE World 2022, mostrandoci progetti molto suggestivi, come il robot in grado di pulire l’acqua (Team Momentum, Egitto), una particolare fabbrica sostenibile (Team Growl, Messico) o un innovativo sistema per la diagnosi precoce del cancro al seno grazie a tecniche di Intelligenza Artificiale (Team Thermy, Messico).

Effetto new normal: da Solidworks all’ecosistema di 3DEXPERIENCE Works, le applicazioni volano in cloud

Dal punto di vista tecnologico, 3DEXPERIENCE World ha impegnato decine di sessioni per presentare le più recenti innovazioni di un ecosistema che vanta ormai circa 100 applicazioni, sotto l’egida della piattaforma 3DExperience Works. Tale ricchezza di soluzioni consente agli stakeholder impegnati lungo l’intero ciclo di vita del prodotto di avere tutto il necessario per implementare le pipeline di sistemi capaci di soddisfare le esigenze di moltissime industrie, come la manifattura, le costruzioni, le infrastrutture, la sanità, l’automotive e l’aerospaziale.

In tal senso la suite 3DEXPERIENCE Works nasce per estendere le funzionalità storiche di un CAD 3D evoluto come Solidworks, verso un ecosistema di strumenti capace di supportare ogni fase del processo di sviluppo del prodotto. Tale visione offre concretezza a ciò che Dassault enfatizza essere un grande ambiente collaborativo digitale, capace di dare luogo al virtual twin, un’entità 3D dotata di tutte le informazioni necessarie per connettere il prodotto reale con il suo alter ego digitale.

3DEXPERIENCE Works è pertanto costituito da un insieme ibrido di applicazioni desktop e cloud in grado di connettere persone, idee, dati e soluzioni in un unico ambiente collaborativo, capace di supportare la pipeline di concept, progettazione, prototipazione, simulazione, servizio, manutenzione, funzionamento e produzione che caratterizza l’intero ciclo di vita del prodotto.

Tali soluzioni, oltre ai reparti di progettazione, supportano anche altre linee di business, come il marketing, le vendite e il customer care, indispensabili per strutturare un solido sistema di relazioni tra i brand e il proprio pubblico. L’importanza degli aspetti gestionali della piattaforma 3DEXPERIENCE ha portato alla recente implementazione di DELMIA, un insieme di applicativi ERP capaci di supportare il project management utilizzando un’unica base di dati, nella logica dell’interoperabilità nativa che contraddistingue l’intero ecosistema distribuito da Dassault Systèmes.

Due schermate del software di progettazione 3D Solidworks a paragone (2021 e 2022), dalle quali si evince l’ottimizzazione della velocità (Credit: Dassault Systèmes).
Il lavoro di sviluppo di Solidworks consente di ottimizzarne continuamente le prestazioni senza riscontrare problemi di retrocompatibilità (Credit: Dassault Systèmes).

Tali soluzioni sono ora in grandissima parte accessibili in cloud, il che consente alle aziende di qualsiasi dimensione di superare la storica barriera dell’investimento iniziale, tutt’altro che trascurabile considerando quanto costavano le licenze permanenti dei vari software e le workstation di fascia alta necessarie per eseguire le applicazioni desktop. Oggi questo impegno può essere in gran parte ridotto anche nel medio e lungo termine, ma soprattutto essere diluito e supportato dagli introiti derivanti dalle attività.

Anche se la loro implementazione sul cloud è apparsa in qualche modo tardiva rispetto alle tipologie di software, ormai anche le applicazioni 3D sono sempre più orientate al modello a servizi della nuvola, che utilizza una semplice connessione a internet per rendere disponibile su qualsiasi endpoint delle soluzioni anche estremamente onerose in termini di risorse computazionali, grazie alle risorse disponibili nei data center in remoto.

La possibilità di utilizzare soluzioni 3D ibride, in parte desktop e in parte in cloud consente ad ogni azienda di trovare il fit più appropriato per le proprie esigenze, in modo da concentrarsi soprattutto su ciò che deve realmente fare, senza perdersi nei meandri dei tecnicismi che la gestione in house delle risorse IT necessariamente comporta.

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Francesco La Trofa

Da vent’anni attivo nella ricerca relativa alle tecnologie 3D, divulgatore sul tema delle applicazioni enterprise di tali tecnologie e autore di “VR Developer. Il creatore di contenuti in realtà virtuale ed aumentata” (2018), edito da Franco Angeli (vrdeveloper.info). Scrive di IT anche per il portale https://www.sergentelorusso.it/

Articoli: 87

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