Il business della robotica: prospettive e analisi di mercato

Il business della robotica è un fenomeno che va ben oltre la sua dimensione tecnologica. I robot sono in grado di automatizzare e rendere più efficienti i processi dei principali settori produttivi, compensando il grande gap, in termini di forza lavoro e di competenze, atteso negli anni a venire. Secondo tale prospettiva, la robotica diventa un abilitatore fondamentale dell’Industria 5.0 e della Società 5.0.

TAKEAWAY

  • Robotica collaborativa e robotica di servizio rappresentano un trend tecnologico chiamato a una significativa crescita nei prossimi anni.
  • La robotica è sempre più diffusa in tutti i principali ambiti di business, con previsioni di adozione e di crescita dell’investimento grazie alla fiducia generata dai successi degli early adopter, laddove le imprese cercano di rinnovare ed estendere la propria competitività sui mercati.
  • La robotica consentirà di compensare la carenza di forza lavoro causata dall’invecchiamento globale della popolazione mondiale, oltre a compensare lo skill gap tra grandi aziende e PMI e a rendere più resiliente la produzione, favorendo processi inclusivi e un benessere sociale diffuso e durevole.

A quale fenomeno rimanda, oggi, a livello globale, il business della robotica? Innanzitutto, cominciamo col ricordare che la robotica è ormai da molti anni tra le principali tecnologie emergenti, sia per quanto riguarda il suo straordinario potenziale tecnologico che per quanto concerne i possibili impatti sul sistema socio-economico globale.

La definizione di robotica si è progressivamente fatta sempre più varia, diventando il termine ombrello per applicazioni che poco hanno a che vedere una con l’altra, spaziando dal semplice braccio meccanico sulla linea di fabbrica all’umanoide intelligente, la cui intelligenza artificiale non è ancora sufficientemente matura per ambire a una effettiva diffusione a livello di massa.

In questo servizio esploreremo le prospettive di mercato dell’affascinante business della robotica a livello globale, aiutandoci con la preziosa sintesi di “Super Smart Society: verso un futuro più sostenibile, resiliente e umano centrico”, il report annuale a cura di The European House – Ambrosetti.

Il business della robotica: dove sono e quanto valgono i robot oggi

Grazie a capacità intrinseche, la robotica è una disciplina che, sin dalle sue origini, ha permesso all’uomo di aumentare il rendimento e la qualità dei processi produttivi, entrando con successo nelle strategie tecnologiche del sistema manifatturiero.

La naturale predisposizione della robotica per il business non si è fermata ai successi dei primi robot industriali, il cui scopo era di automatizzare specifiche fasi della supply chain. Lo sforzo innovativo è proseguito grazie a robot di più recente concezione, come i cobot (collaborative robot), concepiti per operare accanto all’uomo in condizioni di totale sicurezza. Sistemi più snelli, economici e semplici da gestire e programmare nel loro ciclo di vita.

A proposito di business della robotica, il report sulla Smart Society pubblicato da The European House – Ambrosetti indica proprio nella robotica collaborativa e nella robotica di servizio le due macrocategorie a cui si fa riferimento quando si parla di robot, con ciò che deriva in termini di business

Non sarebbero, infatti, considerati robot la RPA (Robotic Process Automation), i veicoli a guida autonoma e i veicoli a controllo remoto (droni aerei, terrestri e subacquei).

Il volume di produzione della robotica, secondo i dati originariamente pubblicati dalla IFR (International Federation of Robotics), sarebbe pari a 435mila nuove unità nel corso del 2021, con una previsione di crescita che dovrebbe portare a circa 518mila unità annue entro il 2024.

In questo contesto, i dati relativi al periodo 2018-2020 confermano l’ascesa della robotica collaborativa (da 19mila a 22mila unità), rispetto al calo subito dalla tradizionale, per quanto tecnologicamente evoluta, robotica industriale (da 404mila a 362mila nuove unità).

A livello geografico, l’Asia continua a dominare la scena, con 266mila nuove unità installate nel 2020, di cui 168mila nella sola Cina, contro le 68mila dell’Europa e le 39mila del continente americano.

Molto interessante anche la statistica che riepiloga la densità robotica del settore manifatturiero, espressa come numero di unità robotiche ogni 10mila lavoratori umani, per indicare il livello di automazione del layout produttivo.

Al primo posto svetta nettamente la Corea del Sud (932 robot ogni 10mila uomini), su Singapore (605), Giappone (390) e Germania (371). Il gigante cinese si colloca al nono posto (246), mentre l’Italia segue in undicesima posizione (224), precedendo Belgio, Olanda, Spagna e Francia.

Grafico che illustra la ensità robotica nei paesi maggiormente industrializzati (Fonte: The European House - Ambrosetti, su base dati Intenational Federation of Robotics, 2022 - https://acadmin.ambrosetti.eu/dompdf/crea_wmark.php?doc=L2F0dGFjaG1lbnRzL3BkZi9hbWJyb3NldHRpLXN1cGVyLXNtYXJ0LTIwMjItMjAyMjA1MjYxMS5wZGY%3D&id=15935&muid=corporate)
Densità robotica nei paesi maggiormente industrializzati (Fonte: The European House – Ambrosetti, su base dati Intenational Federation of Robotics, 2022)

Il mercato della robotica: l’impatto sui vari ambiti di business

L’impiego della robotica è ormai esteso in tutti i principali settori di business, considerando sia l’automazione industriale che le applicazioni consumer che utilizziamo ogni giorno.

Sulla base di uno studio che ha osservato i mercati di USA, Cina, UK, Germania, Italia, Svezia e Svizzera, il report “Super Smart Society: verso un futuro più sostenibile, resiliente e umano centrico” ha rilevato una notevole diffusione nella grande industria, confortata da una incoraggiante crescita anche nel contesto delle PMI.

Lo studio ha inoltre consentito di individuare gli ambiti applicativi in cui la robotica sta generando i maggiori impatti in termini di business, corredate dalle previsioni di crescita nel futuro prossimo. Vediamo, in estrema sintesi, i settori in cui la robotica è stata fin qui in grado di lasciare particolarmente il segno.

Il business della robotica nel settore automobilistico

L’automotive rappresenta un terreno storicamente molto fertile per la robotica, per automatizzare le complesse linee di montaggio necessarie per realizzare una vettura, assemblando le migliaia di elementi che la compongono.

La robotica viene utilizzata per migliorare la gestione del layout, ottimizzando la flessibilità e la produttività complessiva.

Secondo lo studio pubblicato da The European House – Ambrosetti, l’84% delle aziende attive nella filiera automotive si avvale già di processi basati sulla robotica, mentre il 94% prevede ulteriori investimenti nei prossimi anni, con l’obiettivo di ottimizzare i costi ed elevare la qualità della produzione.

Robotica per i beni di consumo

Per le aziende che producono beni di consumo, la robotica offre un supporto determinante nella logistica interna, ottimizzando i tempi e i costi legati a tali operazioni. Se ne avvale già l’82% delle imprese coinvolte dal sondaggio, mentre addirittura il 95% prevede di investire con decisione ancora maggiore nel futuro prossimo.

Robotica nel settore manifatturiero

La robotica è da moltissimi anni presente sul piano di fabbrica dell’industria manifatturiera, per automatizzare a 360 gradi i processi di produzione.

Il sondaggio ha rilevato come il 79% delle imprese faccia ormai costante affidamento sulla robotica e il 94% prevede di aumentare la spesa per sostenere il proprio livello di competitività, incrementando i volumi di produzione, riducendo contestualmente i costi e il time-to-market dei prodotti.

Il business della robotica nel settore ingegneristico

Robotica ed engineering hanno sviluppato negli anni una solida sinergia nell’efficientamento delle fasi di programmazione e progettazione.

L’integrazione dei sistemi cyber-fisici sta inoltre favorendo un approccio seamless tra ingegneria e produzione, abbattendo i tradizionali silos che intercorrevano tra queste due fondamentali fasi del PLM.

Secondo lo studio pubblicato di The European House-Ambrosetti, addirittura il 74% dei reparti di ingegneria aziendali farebbe uso di processi robotici, mentre il 93% prevede un incremento funzionale, anche in questo caso, a produrre di più a fronte di costi inferiori.

Robotica nel settore tecnologia

In maniera piuttosto analoga a quanto avviene nel settore ingegneristico, il comparto tecnologico si avvale della robotica per ottimizzare le fasi di programmazione e progettazione, ai fini di ottenere una maggior qualità dell’output.

La sua attuale diffusione si estende al 70% del mercato, mentre il 92% prevede un maggior investimento nei prossimi anni. Tra le principali ragioni di questa spinta verso l’innovazione, sorprende in positivo il desiderio di incrementare le condizioni di sicurezza.

Robotica ed healthcare

L’ambito sanitario catalizza investimenti molto importanti in materia di innovazione tecnologica, anche se la robotica è attualmente diffusa soltanto per il 57% delle realtà coinvolte dal sondaggio. In ambito ospedaliero, viene impiegata per automatizzare le forniture, l’igienizzazione e i processi riabilitativi.

Interessanti le sperimentazioni svolte durante il periodo pandemico, per assistere i pazienti malati di Covid, limitando l’esposizione al virus da parte del personale umano, evitando inoltre al personale medico e infermieristico la lunga e complessa vestizione che precede l’accesso alle regioni infette.

Nel settore sanitario si prevedono maggiori investimenti nella robotica da parte dell’87% delle realtà coinvolte, con l’obiettivo prevalente di aumentare la qualità dei servizi al cittadino.

Robotica nel settore agro-alimentare

L’industria agro-alimentare utilizza con profitto la robotica per supportare le fasi di coltivazione, lavorazione e distribuzione, con significativi vantaggi in termini di qualità dei processi e produttività.

Si tratta di un settore ancora in gran parte da evangelizzare, dal momento che i robot sono diffusi soltanto nel 56% delle imprese, anche se il 74% prevede un maggior entusiasmo negli immediati tempi a venire, ai fini di incrementare il livello di automazione della produzione.

Robotica per il tempo libero

L’industria del tempo libero comprende al suo interno una varietà di esperienze molto ampia, che si avvalgono a vario titolo della robotica per sia nel back-end dei processi che a diretto contatto con il pubblico.

Ne fa già uso il 53% delle realtà imprenditoriali in questo settore, dove si prevede un crescente investimento da parte dell’83% dei soggetti coinvolti, soprattutto sulla base dei successi riscontrati dagli early adopter nell’aumentare la qualità delle esperienze e il livello di coinvolgimento del pubblico.

Business della robotica e retail

La robotica assume una valenza tecnologica molto significativa nell’abilitare e supportare un customer journey di qualità, in grado di soddisfare il cliente grazie a un miglior servizio di assistenza, sia pre che post vendita.

Il settore retail vede la presenza della robotica nel 52% delle realtà intervistate dallo studio di The European House – Ambrosetti. Il 73% delle aziende prevede di investire in funzione della robotica per favorire il raggiungimento degli obiettivi precedentemente citati.

Robotica per il trasporto e la logistica

La robotica consente di automatizzare la gestione del magazzino, movimentando le merci con un livello di efficienza difficilmente raggiungibile con il semplice contributo del personale umano.

In particolare, la robotica leggera, consente di ottenere un efficientamento dei processi in tempi molto rapidi, senza costringere ad una complessa ridefinizione della pipeline. Il settore trasporti e logistica vedere una diffusione della robotica nel 51% dei casi considerati, con un 84% che prevede maggiori investimenti nei prossimi esercizi.

Business della robotica e industria delle costruzioni

A proposito di business della robotica, un discorso a parte è dedicato all’industria delle costruzioni, dove circa il 56% impiega l’automatizzazione dei processi, ma limitato a progetti specifici, con un livello di penetrazione modesto per quanto concerne la produzione standard.

Nonostante sia un’industria in grado di generare un volume d’affari colossale, l’AEC da sempre si è dimostrata più lenta a recepire l’innovazione rispetto ad altri giganti dell’industria, come il settore automobilistico.

Tra le motivazioni di questa relativa pigrizia, secondo l’indagine sintetizzata da The European House – Ambrosetti, vi sarebbe il fatto che, a livello globale, rendere apprezzabile l’implementazione su larga scala della robotica nel contech comporterebbe un investimento complessivo nell’ordine dei 1600 miliardi di dollari.

Per avere un parametro di riferimento, si consideri che nel 2021, secondo le stime del Cresme, il mercato globale delle costruzioni è stato complessivamente valutato in 8807 miliardi di Euro, con una previsione di crescita nell’ordine del 3% su base annua, almeno fino al 2025.

La prospettiva tecnologica: robotica e cloud tra calo demografico e riduzione del gap tra grandi imprese e PMI

Uno dei problemi attesi in particolar modo nei prossimi anni è la difficoltà nel reperire professionalità da introdurre nelle aziende, in virtù del forte aumento di applicazioni digitali previste.

Tale skill gap sarebbe, oltretutto, esacerbato dal progressivo invecchiamento globale della popolazione, a fronte del calo demografico previsto nei paesi maggiormente industrializzati, soprattutto nel continente europeo.

Avremo, dunque, sempre meno lavoratori e sempre più cose da fare. I robot potranno aiutarci a compensare, almeno in parte, questo decremento di forza lavoro, anche in previsione del trend di crescita che interessa la diffusione della robotica nei vari settori di business.

La prospettiva appare decisamente sfidante, considerando che, nella sola Germania, di qui al 2030 si prevede una carenza complessiva di almeno 20 milioni di lavoratori. Compensare certi ordini di grandezza sarà possibile soltanto grazie ad un vero e proprio ricambio generazionale, in primis tecnologico, dei processi produttivi, in cui la robotica sarà chiamata a svolgere un ruolo da protagonista.

La robotica e l’automatizzazione dei processi coinvolgono in primo luogo le grandi realtà enterprise, che possono sostenere l’impegno economico e organizzativo necessario per implementarle dapprima in ricerca e sviluppo e, infine, in produzione.

Tuttavia, la profonda trasformazione digitale in atto tende a democratizzare l’innovazione, man mano che le tecnologie emergenti si diffondono sul mercato, diventando accessibili anche alle PMI.

Questa dinamica sarebbe oltretutto favorita dall’emergere di nuove modalità di adozione delle tecnologie, grazie al cloud e ai suoi modelli “as a service”.

In molti ambiti le aziende potranno avvalersi della robotica-as-a-service, riducendo l’investimento iniziale in hardware, con la possibilità di scalare gli investimenti in funzione dell’andamento del loro business.

Un ulteriore fattore favorevole è dato alla progressiva semplificazione delle applicazioni, come dimostrato dai recenti cobot, sempre più agevoli da programmare e potenti nelle funzionalità, grazie al contributo del machine learning e delle tecnologie emergenti rientranti nel novero dell’Industria 4.0.

Secondo questa prospettiva, la robotica potrà contribuire in maniera determinante a quegli obiettivi di inclusione e benessere diffuso alla base di quella Società 5.0 che The European House – Ambrosetti ha scelto di analizzare nel contesto dalla sua ricerca annuale “Super Smart Society: verso un futuro più sostenibile, resiliente e umano centrico”.

Immagine che illustra i termini più ricorrenti nelle pubblicazioni scientifiche in tema di robotica (Fonte: elaborazione The European House - Ambrosetti su dati Scopus, 2022 - https://acadmin.ambrosetti.eu/dompdf/crea_wmark.php?doc=L2F0dGFjaG1lbnRzL3BkZi9hbWJyb3NldHRpLXN1cGVyLXNtYXJ0LTIwMjItMjAyMjA1MjYxMS5wZGY%3D&id=15935&muid=corporate)
I termini più ricorrenti nelle pubblicazioni scientifiche in tema di robotica (Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti su dati Scopus, 2022)

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Francesco La Trofa

Da vent’anni attivo nella ricerca relativa alle tecnologie 3D, divulgatore sul tema delle applicazioni enterprise di tali tecnologie e autore di “VR Developer. Il creatore di contenuti in realtà virtuale ed aumentata” (2018), edito da Franco Angeli (vrdeveloper.info). Scrive di IT anche per il portale https://www.sergentelorusso.it/

Articoli: 87

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