Il valore economico del metaverso

La curiosità nei confronti del metaverso cresce di giorno in giorno, da parte di aziende ed investitori che intendono esplorare le sue immense potenzialità per orientare i futuri progetti strategici. Definire, oggi, il valore economico del metaverso comporta la definizione di scenari che attualmente non esistono, per anticipare scenari di business in grado di rivoluzionare il modo di lavorare, comunicare e vivere nella società.

TAKEAWAY

  • Secondo le previsioni degli analisti, il valore economico del metaverso è destinato a esplodere nell’arco del prossimo decennio, orientandosi nell’ordine dei trilioni di dollari all’anno.
  • Oggi il metaverso si prospetta come un’opportunità enorme, che va rischiata come una scommessa in termini di investimento. Le aziende vedono nel metaverso un nuovo, imprescindibile canale di business dove immaginare nuove esperienze in grado di coinvolgere in maniera sempre più profonda il proprio pubblico.
  • Le applicazioni del metaverso sono incredibilmente varie e si estendono dall’e-commerce all’educazione, coinvolgendo praticamente tutti gli ambiti di business. Il principale limite è attualmente costituito dalle tecnologie abilitanti, per cui si prevede una curva di maturazione tutt’altro che breve.

Sebbene il valore economico del metaverso rappresenti ancora qualcosa di non definito, il metaverso in sé è in grado di generare un’aspettativa con pochi precedenti nella storia della tecnologia.

Grandi realtà enterprise, venture capital, private equity, start-up e brand di prodotto stanno esplorando varie soluzioni per capire come capitalizzare le opportunità del metaverso, con investimenti decisamente sorprendenti, considerando la relativa immaturità tecnologica della maggior parte delle applicazioni che lo contraddistinguono.

Riflettere sul valore economico del metaverso in questo particolare periodo storico equivale a focalizzare una prospettiva di medio e lungo termine, basandosi in prevalenza sui pareri e dalle previsioni degli analisti.

Un aspetto essenziale risiede nell’individuare i mercati dove hanno luogo le prime applicazioni del metaverso. Altrettanto importante il ruolo delle tecnologie chiamate ad abilitarle, senza trascurare le ricadute etiche e sociali che si prospettano.

Il valore economico del metaverso: da 3 a 5 trillioni di dollari entro dieci anni

Per dare un ordine di grandezza al valore economico del metaverso, possiamo iniziare dai grandi numeri, dai titoli a effetto, che derivano da previsioni difficili da azzeccare, ma decisamente interessanti per capire la logica con cui sono state formulate.

Secondo AG (Analysis Group), autore del report “The Potential Global Economic Impact of the Metaverse”, citato in varie occasioni da Nick Clegg, president of global affairs di Meta, il metaverso avrà un valore di 3 trillioni di dollari entro il 2032.

Per contro, una citatissima ricerca di McKinsey individua il valore economico del metaverso nell’ordine di 5 trilioni di dollari già nel 2030.

Quale dei due analisti avrà azzeccato la previsione? Ben difficilmente tra dieci anni qualcuno si preoccuperà di verificare questi dati, ma in effetti non avrebbe nemmeno senso farlo.

La natura di queste analisi, così distanti nei valori previsionali, non va intesa quale un improbabile tentativo di azzeccare i numeri del SuperEnalotto. Nessun analista di questo calibro risulterebbe tanto sprovveduto.

L’obiettivo risiede, infatti, nel focalizzare gli ambiti di applicazione del fenomeno metaverso e il mercato potenziale che potrebbe derivarne, nel tentativo di indirizzare gli investimenti verso i driver dell’innovazione che vengono ritenuti più interessanti e promettenti in termini di business.

Trascuriamo per un attimo gli scenari da qui a dieci anni e poniamoci pertanto un’altra domanda.

Quanto vale oggi il metaverso?

Anche in questo caso, diventa molto complesso offrire una fotografia che inquadri il valore economico del metaverso, perché alcuni analisti tendono a considerare aspetti di mercato che altri escludono a priori, assoggettandoli ad altre discipline tecnologiche.

Il metaverso è, infatti, un termine ombrello che copre una varietà tecnologica e applicativa a dir poco enorme, spaziando dalle esperienze immersive in realtà virtuale e realtà aumentata ai mondi speculativi dei metaversi blockchain.

Gartner ha introdotto il metaverso nel più recente Hype Cycle delle tecnologie emergenti, quando il metaverso – ben prima che il mainstream lo apprendesse da Mark Zuckerberg nell’ottobre 2021 – esiste ormai da diversi anni.

Gartner interpreta il metaverso quale tecnologia emergente che coincide proprio con la sua definizione originale di fusione persistente e interattiva/immersiva tra il mondo reale e i mondi virtuali 3D creati in computer grafica.

La prospettiva di maturazione è valutata da Gartner nell’ordine di almeno dieci anni, una stima leggermente accelerata da McKinsey (5-10 anni) che ne condivide tuttavia la connotazione tecnologia ed esperienziale.

Secondo le stime di McKinsey, nel 2022 il metaverso avrebbe già catalizzato investimenti per oltre 120 miliardi di dollari, un valore doppio rispetto a quanto registrato nell’intero 2021.

In tale valutazione incide moltissimo l’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft, che dovrebbe essere perfezionata entro il 2023 per la cifra record di 69 miliardi di dollari. Nel 2021, i venture capital hanno scommesso nelle start-up attive nell’area del metaverso circa 13 miliardi di dollari.

Si tratta di cifre importanti, ma ben distanti dai trilioni di dollari attesi nell’arco di dieci lunghi e misteriosi anni di maturazione, che si prospettano sia dal punto dello sviluppo tecnologico che per quanto concerne l’implementazione di un business estremamente reale, se pur basato sui bit dei mondi virtuali 3D che lo caratterizzano.

Cosa attira e attirerà gli investitori? Anche in questo caso, incide una pluralità di fattori. I progressi tecnologici, se pur marginalmente, incidono, soprattutto per quanto riguarda la varietà strategica che vede, da un lato, le big tech costruire i loro ecosistemi immersivi e, dall’altro, moltissime realtà che provano a percorre la pionieristica via dei metaversi decentralizzati, basati sulla blockchain. Tuttavia, il principale driver, il vero oggetto del desiderio, è costituito dall’esperienza immersiva dei mondi virtuali.

Vediamo, pertanto, quali saranno gli ambiti di business dove si concentreranno maggiormente gli sforzi per costruire i mondi virtuali del metaverso, laddove i brand prevedono di coinvolgere in maniera sempre più profonda il loro pubblico.

Il valore economico del metaverso: business e mercati potenziali

Secondo quanto prospettato da McKinsey nel report “Value creation in the metaverse”l’impatto del metaverso andrebbe valutato in maniera piuttosto differente in ambito consumer ed enterprise.

Per quanto riguarda il segmento mainstream, le principali attenzioni sarebbero rivolte verso i social network, l’entertainment, il gamingviaggi e turismo e lo shopping. In ambito enterprise le aziende sarebbero invece orientate a implementare le applicazioni immersive soprattutto in alcuni processi: campagne di marketing, training e formazione del personalemeeting e conferenze virtuali e progettazione collaborativa.

A ciò andrebbero inoltre aggiunte le applicazioni basate sui digital twins, le cui simulazioni svolgono già attualmente un ruolo sempre più rilevante nell’ambito dell’industria 4.0 e delle smart city.

Le previsioni sul valore economico del metaverso nel 2030 sono ovviamente soggette a un ventaglio piuttosto ampio di possibilità, ma risulta interessante capire dove rivolgere l’attenzione sin da oggi.

Per rendere l’idea, l’ordine di grandezza prospettato da McKinsey, ossia i tanto chiacchierati 5 trilioni di dollari, equivale al volume annuo generato dal Giappone, la terza potenza economica al mondo. Le potenzialità, sia in ambito B2B che B2C sono immense.

Il valore economico del metaverso potrebbe delineare volumi di affari molto differenti a seconda degli ambiti considerati. Le maggiori aspettative versano sull’e-commerce, che dovrebbe maturare tra i 2 e i 2,6 trilioni di dollari, circa la metà della stima globale effettuata da McKinsey. Molto interessanti anche le previsioni che vedono il metaverso presente nell’ambito dell’educazione (da 180 a 270 miliardi di dollari), dell’industria dell’advertisement (da 144 a 206 miliardi) e del gaming (da 108 a 125 miliardi).

Questa aspettativa spinge i brand a provarci sin d’ora, sia per saggiare concretamente l’esperienza del metaverso e capire come sfruttarla per il proprio business, sia per sviluppare il vantaggio competitivo che da sempre caratterizza l’attività degli early adopters.

La strada da percorrere sarà tutt’altro che priva di insidie, in quanto il principale abilitatore del metaverso, quel simposio di tecnologie destinato a dargli forma, è ancora troppo acerbo e privo di standard di riferimento affinché le applicazioni riescano a spingersi molto oltre la dimensione sperimentale.

I brand attualmente vedono, infatti, il metaverso come un nuovo canale di business da esplorare, nella speranza che le aspettative trilionarie che lo riguardano, presto o tardi si avverino.

Le tecnologie da sviluppare per generare valore aggiunto nel metaverso

Tante idee, tanti concetti, tante visioni di futuro, ma il principale collo di bottiglia del metaverso è attualmente costituito dalle sue componenti tecnologiche. A proposito del valore economico del metaverso, la lucida analisi svolta da McKinsey mette in evidenza quattro ambiti fondamentali, dove occorrerà concentrare gli sforzi in termini di ricerca, sviluppo e applicazione.

In primo luogo, è necessario progettare le esperienze e i contenuti capaci di strutturare e popolare i mondi virtuali 3D interattivi. Da questo punto di vista, si assiste a importanti evoluzioni, sostenute dalla volontà di parlare la stessa lingua in termini di formati ed ecosistemi, soprattutto grazie all’attività del neonato Metaverse Standards Forum, che vede consorziate molte decine di aziende, dalle big tech alle start-up che sviluppano soluzioni tecnologiche per il metaverso.

Su tali presupposti si basa lo sviluppo delle piattaforme 3D utilizzate per creare, animare e rendere interattivi e immersivi i mondi virtuali. È il caso di Unreal Engine e Unity. Tecnologie 3D nate per il gaming ormai moltissimi anni fa, tali piattaforme ci stanno regalando funzioni e interfacce studiate per rispondere alle esigenze del mercato enterprise, come dimostra una realtà di nuova generazione come Omniverse, sviluppata da NVIDIA proprio sulla base di tali presupposti.

Il terzo fattore tecnologico sarebbe invece costituito dall’infrastruttura IT, ossia l’hardware e il software necessario per supportare le applicazioni del metaverso. Questa costituisce con ogni probabilità la sfida che potrà essere vinta soltanto nel medio e lungo periodo, grazie al contributo del cloud computing e di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, l’IoT e la blockchain.

Infine, il metaverso è fatto di dati digitali, che necessitano di adeguate misure di cybersecurity e soprattutto di sistemi in grado di interfacciare la loro fruizione per svolgere le attività fondamentali nelle relazioni sociali ed economiche. Si pensi ad esempio ai sistemi di pagamento.

Oggi è possibile adattare soluzioni concepite per altre dimensioni, ma non esiste ancora nulla di specifico per i mondi virtuali 3D del metaverso. Tanti concept, molta sperimentazione, ma i tempi dell’implementazione su larga scala sono ancora remoti, al punto che le attuali applicazioni rimandano a sistemi di pagamento tradizionali, uscendo di fatto dal mondo virtuale per rientrarvi una volta conclusa con successo la transazione.

Lo stesso vale per moltissime altre applicazioni che oggi siamo soliti utilizzare nel web attuale, interfacciandoci con gli smartphone che teniamo ormai costantemente in mano.

Alla dimensione economica va associata quella etica e sociale, per fare del metaverso una realtà capace di generare impatti positivi per l’uomo e per il pianeta, in una sfida che vede i governi e gli enti regolatori in costante ritardo rispetto alla rapidità con cui la tecnologia tende ad evolvere.

È pertanto necessario, sin d’ora, associare al concetto di valore economico del metaverso i valori di sostenibilità etica e sociale, per non ricadere nella concezione distopica negativa che caratterizza da anni la visione della fantascienza sull’argomento.

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Francesco La Trofa

Da vent’anni attivo nella ricerca relativa alle tecnologie 3D, divulgatore sul tema delle applicazioni enterprise di tali tecnologie e autore di “VR Developer. Il creatore di contenuti in realtà virtuale ed aumentata” (2018), edito da Franco Angeli (vrdeveloper.info). Scrive di IT anche per il portale https://www.sergentelorusso.it/

Articoli: 87

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